The Internet Money Game

Il mondo e matt

June21

- Marco, guarda che hai scritto male il titolo. Hai dimenticato l’accento di “è” e la “o” di “matto”.

- No, no. Volevo proprio scrivere “Il mondo e matt”. Eventualmente avrei potuto scrivere “Il mondo e Matt”. Ma così ho creato il giochino… (ah, questi copywriter in pensione)

L’ho scoperto ieri sera, per caso. Cercavo Lucio Dalla su Youtube e invece ho trovato Matt.

Matt è uno che ha usato perfettamente Internet per i suoi 15 minuti di popolarità. Che però, a giudicare dalle informazioni sul suo sito, sono un po’ più di 15 minuti, ma qualche anno.

Matt balla.

Come un orso.

Come l’amicone sfigato e un po’ ciccio alle feste di terza media.

Come quello che fa ridere ma non ti ciula mai le ragazze, per fortuna.

Matt balla come me e te, probabilmente.

Ha iniziato ballando da solo perché un suo amico gli ha detto “già che siamo qui, perché non fai quella tua danza ridicola?”. E lo ha ripreso. Erano in Vietnam. E poi lo hanno rifatto. Da un’altra parte. Da un’altra parte. Da un’altra parte ancora. In giro per il mondo. E hanno fatto il primo video.

E poi un secondo video, sponsorizzato da una gomma americana (capite il nesso? Gomma americana… viaggio… ballo… non moriteci, non c’è nesso :-) )

E ora questo terzo “Where the hell is Matt (2008)” in cui Matt non balla più da solo, ma assieme al mondo.

Ed è da ieri sera che me lo guardo e lo ascolto (bellissima canzone misteriosa, fatta in casa) e mi fa felice.

Ci ho trovato mille significati commoventi, allegri, profondi, spiritosi. Ce ne troverete anche voi. Quelli che volete.

Perché Matt che balla con il mondo (è un movimento, uno dei movimenti underground che nascono sulla rete) è come una pizza margherita da farcire con le emozioni che vuoi.

Per sentirci parte del mondo. E ballare.

Buona estate.

Il sito di Matt: www.wherethehellismatt.com

Volevo parlarvi di tutt’altro, ma…

June21

Cari amici, una cosa che dovete sapere di me è che per me contano molto le date e le ricorrenze. Vivo quindi saltando da una ricorrenza ufficiale a una personale e il mio umore cambia di conseguenza.

Oggi è il primo giorno d’estate e… non so se essere triste o allegro. La mia mente è allegra perché amo l’estate. Il mio spirito triste perché… non so perché (come diceva Raz Degan in un famoso spot di una decina di anni fa).

Allora, dopo aver accompagnato Ettore da un amico e rendendomi conto che di sabato non trovo nessuno per un pranzo con 4 chiacchiere, invece di tornare a casa ho girato lo Scarabeo e sono andato sul Ticino e poi fino a Novara.

La mia prima gita da motociclista (oddio, motociclista… scooterista con maglietta maniche corte e senza calze).

Ho fatto 100 Km più o meno e mi sono reso conto che:

- viaggiare con lo Scarabeo 500i è possibile

- non è comodo (male al culo)

- più o meno faccio 60 Km/h di media

Per uno stra-automibilista come me, convertito alle 2 ruote più che altro perché non ne potevo più di prendere multe (prenditela in quel posto, Comune di Milano!) è già un bel traguardo.

C’era anche un altro motivo per cui ho deciso questo viaggetto: solo quando guido riesco a pensare. Solo che se guidi in auto in autostrada è più plausibile che se sei in scooter sulla SS11. Comunque qualche riflessione l’ho fatta.

Su cosa? Sto lavorando per lanciare una serie di infoprodotti sul marketing per gli imprenditori.

Diciamo che sul “cambia la tua vita con l’Internet Money” il lavoro principale l’ho fatto con Internet Money Italia. Mi sono ricavato questo ruolo di “papà dell’Internet Money italiana” e voglio vedere se questo – che dal punto di vista monetario è un bell’esperimento di superaffiliato – funzionerà o meno. Mi dò e gli dò tempo fino alla fine dell’anno (sono circa 100 articoli da scrivere e conto di avere aiuti…). E i vostri commenti mi aiutano moltissimo!

Invece, la colpa è di due amici, colleghi, leggende come Nicola Fiabane e Giulio Marsala che hanno appena lanciato il loro Acquisizione Clienti Vincente, bellissimo infoprodotto dedicato agli imprenditori che vogliono acquisire clienti spendendo meno e con maggiori risultati (circa il 121% degli imprenditori :-) ).

Il lancio è stato un successo e loro hanno anche la faccia tosta di dirmi:

- “Ma scusa Marco, ma con quello che sai dovresti essere tu il primo, che ci insegni ste cose a tutti noi… quando fai qualcosa di tuo?”.

- “Un mio infoprodotto sul marketing per gli imprenditori italiani? Ma hanno interesse a imparare queste cose? A me non sembra…”

- “Guarda, dopo 5 minuti avevamo venduto 12 copie e 74 in 14 ore. Secondo noi interessa”.

OK, l’ho messa giù così un po’ da film. In realtà sarà almeno 2 mesi che parliamo di questa cosa, di cosa stanno facendo loro, delle risposte positive che hanno avuto alle informazioni gratuite che davano e che io veramente dovrei pensare a fare qualcosa di mio. Possibilmente su “come creare la marca”.

Mah, non so. 10 anni fa ho provato a promuovere qualcosa di nuovo sul mercato B2B italiano ed è stato un disastro. Probabilmente erano cose 20 anni avanti. O forse non le sapevo vendere, chissà. Ma dopo quell’esperienza sono diventato non scettico, di più.

Eppure mi piace parlare con il sciur parùn, perché so di poterlo aiutare con ciò che ho studiato e provato in 24 anni di lavoro.

E allora me ne sono andato sul Ticino con il mio scooter a pensare che fare.

Anche perché martedì 24 terrò un teleseminario sull’argomento “come e perché creare la marca, il brand positioning”. Teleseminario a numero chiuso, riservato ai primi 100 acquirenti di Acquisizione Clienti Vincente.

Mmmm… avevo tutta un’altra idea per questo post, poi mi sono messo a parlarvi delle mie faccende… sarà meglio che ciò che volevo dire lo dica in un nuovo post…

E’ nato!

June7

Pesa 2 pagine e 8 post e ha visto la luce su Internet ieri, 6 giugno 2008 alle 17:48.

Ne annuncia la nascita papà Marco e il fratellino www.internetmoneygame.com.

E’ Internet Money Italia, detto anche www.internetmoneyitalia.com.

La sua gestazione è stata lunga e difficile, oltre 15 mesi e si è rischiato più volte un aborto. Ancora oggi, il bimbo è gracile e avrà bisogno di cure extra per crescere bene e superare i problemi che ha avuto durante la gestazione.

Ma siamo fiduciosi e felici che sia con noi.

Lui si prepara a crescere settimana dopo settimana e a rendere orgoglioso papà, diventando un riferimento per i suoi amici e chiunque si interessi all’Internet Money in Italia.

Andatelo a trovare su www.internetmoneyitalia.com e lasciate pure un messaggio.

Ci farà tanto, tanto piacere.

 

Unexpected Book

May31

Contrariamente a tutti i piani e le aspettative – e i libri che ho comprato e che pianifico di leggere – negli ultimi due giorni sono rimasto incollato a un libro che ho preso a prestito.

Me l’ha prestato un conoscente, un trader in valute serio, professionista, uno di quelli che probabilmente (non ho mai indagato per pudore e per invidia) guadagna anche milioni di euro in un giorno (o in un’ora?).

Non l’aveva ancora letto, credo che gliel’avessero prestato, ma me l’ha dato volentieri.

Non so perché l’ho preso. Qualcuno dentro di me ha detto “Chiediglielo in prestito”. Qualcosa dentro di me mi ha fatto allungare la mano, prenderlo e sfogliarlo.

Il libro è un genere che io amo, il “romanzo-saggio” in cui, su una trama romanzata con personaggi si innesta dell’informazione tecnica. Il primo romanzo che di questo genere che ho letto è stato L’obiettivo, di Eli Goldratt (ormai fuori catalogo) che mi ha iniziato ai misteri della TOC (Theory of Constraints, in italiano Teoria dei Vincoli) una teoria applicativa per gestire problemi. E’ un argomento che mi affascina, così ho comprato anche altri romanzi-saggi di Goldratt.

Se il genere è uno che amo, l’argomento è invece uno su cui ho sentimenti molto contrastanti, ma quelli negativi sono di più. E’ un argomento a cui mi sono appassionato per alcuni mesi all’inizio di quest’anno e poi, improvvisamente, l’ho abbandonato.

Non so cosa è successo. Da un giorno all’altro non ho voluto più occuparmene. Ho sentito che non faceva per me, che era futile provarci.

Paradossalmente, in quel periodo mi ero entusiasmato tanto da convincere un mio amico a interessarsene. Lui ora sono ormai 4 mesi che ci dedica notte e giorno e credo già con buoni risultati. E’ un po’ che non lo sento (ciao Nick) e abbiamo anche avuto una piccola discussione proprio relativamente a quest’argomento. E mi dispiace.

L’argomento, come avrete probabilmente capito è il trading di valute, o Forex.

Il libro, uscito di recente negli USA (è in inglese) si intitola Adventures of a Currency Trader – A Fable about Trading, Courage and Doing the Right Thing. E racconta di un tale che, dopo aver acquistato per corrispondenza un trading system computerizzato, decide che può fare il trader di valuta.

Peccato che dopo qualche successo per puro culo, perde tutto l’account e proprio quando è stato nel frattempo licenziato dal suo lavoro. Ma ha un mentore che lo guida, attraverso un faticoso processo di presa di coscienza e di apprendimento delle regole del trading.

Il finale è un lieto fine: diventa un vero trader e guadagna un sacco di soldi.

Ok, non credo di poter fare il mestiere di recensore di libri. Ma probabilmente non voglio neanche promuoverlo, questo libro. Perché mi ha colpito molto e mi ha fatto pensare a tante cose.

Tra cui, certamente una: dovrei ricominciare a studiare il Forex e riprovarci?

Sì perché, come ho scritto, ho mollato completamente il Forex due mesi fa. Sono passato dall’entusiasmo al gelo in un giorno. Non è successo niente di speciale, forse solo una voce che mi diceva “ma dove vuoi andare, sta buono”.

E ora, trovo questo libro, lo leggo d’un fiato e sto considerando di acquistare il coaching dall’autore del libro, Rob Booker . Gli ho mandato un’email per avere una dritta da lui (lo so che può sembrare ingenuo chiedere a uno “devo acquistare il tuo coaching?” ma ho fiducia che Rob sia sincero). Il costo è umanamente gestibile, $199 al mese per 6 mesi e ci sono ancora 3 posti.

Il mio timore è iniziare ancora una volta e stopparmi ancora una volta con quella sensazione interna che mi dice “non fa per te”. Mi capita ogni volta che inizio a studiare il trading (prima le opzioni, poi il Forex).

Questo libro mi ha fatto pensare che il trading richieda qualcosa di ben più profondo che saper mettere due grafici, usare un po’ di gergo e cliccare sul mouse. Tutto ciò che ho finora trovato in questo mondo e che – instintivamente e naturalmente – mi fa dire “non posso far parte di questo mondo”.

Però – è questo proprio il punto – quel qualcosa di più profondo è ciò che mi interessa e che sto cercando (da sempre?) nella mia vita.

D’altra parte qualcosa mi dice invece di farlo, di impegnarmi ancora e più di ogni altra volta (investirei dei soldi e dovrei fare un training in inglese) per imparare questa cosa. O per trovare qualcosa dentro di me che so che c’è, ma non viene fuori.

Volevo raccontarvelo perché, da come mi leggete e seguite, vi sento amici.

In questi giorni, in realtà, inizia un periodo di grosso lavoro sul fronte dell’Intenet Money. Ho i dati della ricerca che pubblicherò la prossima settimana, quando voglio anche lanciare il mio nuovo sito. Poi ci sono dei lanci imminenti di guru italiani e… qualcosa anche di mio.

Insomma, Ettore finisce la scuola la prossima settimana, ma per me sarà un giugno impegnativo. In qualche modo, sarà la versione 2.0 del mio Internet Money Game, la mia vita con i soldi via Internet.

E voi riciclate?

May30

Anche se può non sembrare, questo post parla di cose pratiche per guadagnare online…

Metto subito le mani avanti: sono molto scettico sul surriscaldamento globale. E lo sareste anche voi se aveste letto Stato di paura, di Michael Crichton. A questo aggiungete che nel mio palazzo a Milano non c’è la raccolta differenziata e quindi, generalmente riciclo poco.Però l’idea mi piace molto e in alcuni casi riciclo molto.

Oggi ho iniziato a riciclare. Articoli.

Infatti, questo pomeriggio mi sono trovato casualmente a chiacchierare con il guru nostrano di Adsense, Silvio Carracini (vi ordino di scaricare il suo corso gratuito!) e mi ha chiesto “come va con i tuoi siti Adsense?“.

E mi sono ricordato che, dopo il seminario Internet Money, mi era venuta voglia di fare due siti Adsense, così per provare. Uno perché c’è una buona nicchia con click costosi che mi interessa (ma il problema sono i contenuti…). L’altro perché appunto potrei riciclare dei contenuti di qualità (articoli), ricchi di keyword, che ho già sul mio hard disk.

Poi però non avevo fatto niente e me n’ero quasi dimenticato.

Chiacchiera che ti chiacchiera, mi son detto “ma sì, partiamo con questo blog, ricicliamo questi articoli”.

E così, un po’ prima di cena e un po’ dopo la tv, quando Ettore è andato a letto, ho messo in piedi il mio primo blog Adsense. Proprio seguendo le indicazioni del corso di Silvio Carracini (ok, le cose più o meno le sapevo, ma ci sono veramente tante informazioni utili, anche per me che, come si dice, bazzico)

In realtà avevo fatto un prototipo di blog Adsense in tempi non sospetti (come direbbe Italo Cillo), parecchi anni fa e lo trovate qua.

Ma non avevo continuato perché non mi era chiaro quanto fosse importante la frequenza di aggiornamento per crescere con Google ed avere traffico. E poi avevo usato Blogger, Wordpress non era assolutamente la piattaforma prevalente allora.

Il bello del riciclo

Riciclare materiale già scritto per creare del nuovo valore è paragonabile a riciclare spazzatura per creare energia elettrica (come non fanno a Napoli, ma in altri posti sì, per esempio San Paolo del Brasile).

E’ una gran bella sensazione. Prendi questi testi un po’ polverosi, con macchie di muffa e odore di chiuso, li spolveri, li riassetti e li riutilizzi.

Copia e incolla, un po’ di cosmesi (ma molto poca, credetemi) e nasce un blog con Adsense. Se tutto va bene, gli articoli sono circa 150, ne metto uno in 1-2 minuti (dipende da quanto lo aggiusto) quindi in 4-5 ore di lavoro (diciamo 1 settimana per essere pigri?) il blog sarà caricato.

A quel punto potrò aspettare che Google faccia il suo dovere e che arrivi il traffico, credo che ci vorrà qualche mese.

E poi quanto guadagnerò? Grosso modo, so (dal mio primo sito test) che un click medio in questo settore (CRM) mi porta 0,5 – 0,7 Euro. E’ un settore che paga bene.

Oggi sul sito test ricevo 200 visite al mese con un CTR del 3,45%. Devo almeno aumentare il traffico di 50 volte (meglio 100) perchè il blog abbia un profitto degno di questo nome, cioè arrivare ad almeno 500 click al mese. Sarà possibile? Lo saprò tra qualche mese.

Però, onestamente, se anche facesse 200 euro al mese dopo averci lavorato 5 ore per inserire gli articoli (che avevo già) più altre 5-6 ore oggi, per me è un buon risultato perché:

  • sono soldi realmente automatici
  • lo sbattimento è limitato
  • riciclo ciò che già avevo
  • è un “business model” realmente alla portata di tutti e lo faccio fare anche a mio figlio :-)

E se i contenuti non ce li hai già? Li trovi. Infatti per l’altro blog Adsense che ho in mente di fare non ho i contenuti e sto pensando come trovarli.

Un’idea è la traduzione di roba inglese. Io potrei farla da solo, ma il mio tempo vale probabilmente di più.

Potrei trovare degli studenti per la traduzione, ma anche lì, non so se l’investimento viene ripagato (però potrei usare le traduzioni anche per ebook a fini di vendita o lead generation… ci devo pensare).

Ma questa è la mia idea, perché so che c’è tanto ottimo materiale in inglese e bisogno di traduzioni in italiano. Magari per la vostra nicchia di blog + adsense il materiale in italiano c’è già.

Maiali e calamari

Quindi se oggi ho adottato la tecnica del maiale con i miei vecchi articoli, è stato un calamaro che mi ha sorpreso.

Alcuni mesi fa, ascoltando il bellissimo teleseminario di Italo Cillo sul “Domare il Web” ho voluto provare Squidoo, un sistema Web 2.0 per arrivare in prima pagina di Google.

Voi sapete che sono mooolto scettico sul Web 2.0 e in generale sul SEO e il traffico naturale. Da buon vecchio marketer all’antica, per me è logico pensare di fare una bella campagna Adwords, pubblicità che pago e vedo subito il risultato, piuttosto che stare a fare le strane alchimie per essere nei risultati di Google.

L’ideale è farli entrambi, ma dovendo scegliere, io scelgo il PPC e Adwords.

Comunque, avevo fatto una lente sul CRM, messo qualcuno dei miei articoli-maiale riciclati e lasciato il tutto a fermentare, tipo vino da invecchiamento. Nei primi tempi andavo a vedere cosa mi diceva Google e mi trovavo in seconda pagina. Meglio che niente, ma non questa gran cosa (e questo mi confermava che il Web 2.0 non mi entusiasma).

Oggi, parlando di questo blog, ho voluto vedere come era messa la mia lente su Google e… magia! E’ in prima pagina, bella come il sole!

Questo cambia le cose perché

  • Squidoo funziona e vi porta in prima pagina, perché la mia lente non è niente di speciale e non ha tanti articoli
  • Squidoo funziona anche per il mercato italiano (magari anche meglio perché c’è meno concorrenza? Mah… è da esplorare)

Per non saper né leggere, né scrivere ho linkato subito il mio nuovo blog alla lente (e dovrò fare anche il contrario, ma domani, ok?).

Ora vado a dormire. Domani mattina tennis, spero presto di pagarmelo con questo blog Adsense :-)

P.S. Perché non c’è Adsense su questo blog? Mah, non so, mi parrebbe di mettere annunci pubblicitari sul mio diario. Almeno per come si è evoluto questo blog è una cosa intima, tra me e voi. Non mi pare che gli annunci Adsense ci stiano bene. E’ verò che metto dei link affiliati e dei banner… però fuori dal contesto di quello che scrivo (infatti non li cliccate MAI!)

Qui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando

May23

Con questo titolo direi che rivelo chiaramente la mia età. Chi si ricorda la voce e l’immagine di Ruggero Orlando sulla tv in bianco e nero che parlava dalla mitica “Nuova York” è ormai abbondantemente negli anta, mezza età tutta.

Comunque, è un brevissimo post che vi scrivo dal bar, come al solito. Quasi come al solito.

Perché non sono al mio solito bar, ma al classico Starbucks, come ogni Internet marketer che ri rispetti.

“Il mio computer, la connessione Internet e un Latte da Starbucks, questo è il modo in cui lavoro, questo è il mio ufficio”.

Tipica frase da new professional americano.

Eh si’, perché in Italia Starbucks non c’è. Infatti sono a New York, fino a martedi’.

Sono seduto ora allo Starbucks tra la 43ma Street e la Nona Avenue, zona Hells Kitchen. Una volta malfamata (al tempo dei “Warriors” degli anni Settanta) e oggi, come ogni altra zona di Manhattan, decisamente civile. A due passi da Time Square e dall’Hudson.

Hells Kitchen è oggi un bel posto, non così fighetto come il Village, certamente non miliardario come Upper East and West side, direi un posto di Manhattan “vero”, come sono in genere i bordi di quest’isola (rispettivamente sull’East River e sull’Hudson).

Che ci faccio a New York?

Sono venuto a trovare la mia girlfriend (anche se siamo tutti e due anta, ma qui si dice così) che abita qua e a capire cosa vogliano fare per il futuro.

Ma certamente, anche a completare il soul searching, la riflessione sulla mia vita e i miei desideri che sto portando avanti da un bel po’ (mi sembra da tantissimo, piu’ o meno dall’inizio dell’anno).

E quale posto migliore per fare ciò che, il luogo che amo di più al mondo (tra quelli che ho visto), New York City?

Oggi, come avete visto dalla foto è una bellissima giornata di sole primaverile, anche se fa freschino per il vento. New York è proprio come vogliamo immaginarla, viva, occupata, newyorkese. Sono arrivato ieri, ma mi sento già a casa.

Problema o opportunità?

Non so. Per ora chiudo questo post e vado a vedere il mercato di Union Square.

Qui Nuova York, vi parla Marco De Veglia.

Non fate leggere questo post a Piernicola

May19

Quando parlava Eschine, gli Ateniesi dicevano:
“senti come parla bene”.
Quando parlava Demostene, gli Ateniesi dicevano:
“uniamoci contro Filippo”.

Questa frase era scritta su un cartello affisso nelle sedi dell’agenzia Ogilvy & Mather in tutto il mondo. David Ogilvy, fondatore dell’agenzia e uno dei più grandi pubblicitari di tutti i tempi era solito scrivere memorandum e biglietti con frasi come questa. Da buon scozzese eccentrico, capiva perfettamente (e naturalmente) il valore delle parole, specialmente se organizzate in frasi sorprendenti.

Ogilvy non è stato l’unico grande pubblicitario a lasciare una legacy (eredità) fatta di frasi e modi di dire e pensare.

Leo Burnett con le sue mele e le matite nere (“Mi piace pensare che noi pubblicitari di Chicago siamo tutti dei gran duri, immaginare che i copywriter di Chicago si sputino sulle mani prima di afferrare le loro grosse matite nere”) e chi ha lavorato in quell’agenzia (come il sottoscritto) sa quanto la mitologia di Leo sia ancora presente, perfino nell’agenzia italiana (ora proprietà dei francesi di Publicis, quindi ora chissà).

Bill Bernbach, il promotore della “rivoluzione creativa” degli anni Sessanta che ha praticamente creato la moderna pubblicità (prima molto simile a Carosello, anche negli USA), ha lasciato anche lui la sua bella raccolta di frasi e idee (“Lasciare semplicemente libera la tua immaginazione, immaginare immagini a caso, indulgere in acrobazie grafiche e ginnastica verbale NON significa essere creativi. Il creativo ha disciplinato la sua immaginazione. L’ha disciplinata in modo che ogni pensiero, ogni idea, ogni parola che mette giu’, ogni linea che traccia, ogni luce e ombra i ogni foto che scatta, rendono piu’ vivo, piu’ credibile, piu’ persuasiva la promessa o il vantaggio di prodotto che deve comunicare.”). E ancora oggi, alla DDB, l’agenzia di Bernbach si sente il suo mito ancora intatto.

Ma oggi non voglio parlarvi di pubblicità e pubblicitari.

Voglio parlarvi di Piernicola De Maria e di Mythoself. Se il prossimo venerdì, sabato e domenica volete imparare un metodo pratico, veloce e spaventosamente efficace per risolvere qualsiasi vostro problema e potete essere a Roma, andateci.

Pernicola è Demostene.

E il Mythoself non è un seminario.

Ho avuto la fortuna di partecipare a seminari di formazione sullo “sviluppo personale” con i migliori che ci sono in Italia. E anche con qualche grande straniero. Gente bravissima. Seminari che, se me lo chiedete ancora oggi, vi dico “bellissimo seminario”.

Ma ciò che ho fatto durante questi giorni è diverso.

Il seminario di Piernicola è un seminario trasparente. Non c’è. Non lo noti. Noti solo il risultato. Ottieni un risultato. Improvvisamente, tra una battuta di Piernicola e l’altra, tra un aneddoto e l’altro, qualcosa cambia, funziona e tu hai una risorsa in più. Sei cambiato. E cambiato per sempre.

Perché ciò che ho imparato non l’ho imparato.

Ho semplicemente riconosciuto una risorsa spaventosa, primaria, che c’era in me e ora so usarla. E mi basta un secondo.

Dimenticate la PNL se la conoscete, dimenticate “americanate”, dimenticate la “motivazione”. Niente di tutto questo.

Con Piernicola, imparerete ad attivare la vostra risorsa fondamentale che vi fa essere al meglio. E da questa posizione (fisica e mentale) affrontare i problemi significa essere pronti e contenti di cercare e trovare una soluzione. Superando i miti che, magari vi sono stati utili, ma ora vi bloccano.

E, già che ci siamo, Piernicola vi farà riflettere non su “cosa volete fare da grandi”, ma “su cosa volete lasciare al mondo quando non ci sarete più”. La vostra legacy.

L’essenza delle cose. In questo mondo che riempie il 99% della nostra capacità di gestire gli stimoli con cose inutili (o, in termine tecnico, “stronzate”), serve un metodo per riconoscere l’essenza. E, ovviamente, deve essere un metodo semplice, naturale, essenziale. Anzi, neanche questo. Deve essere un modo per riconoscere voi stessi, l’unica cosa che conta, l’unica che può guidare la barca nel mare della vita.

Passate questi 3 giorni con Piernicola De Maria e il Mythoself. Per favore. Vi prego. Questa non è pubblicità, non ci sono link affiliati, non ci sono secondi fini. Questo il mio regalo per voi, per questo lunedì. Un lunedì meraviglioso, perché la vita è meravigliosa.

P.S. Quando conoscerete Piernicola, capirete perché ho messo questo titolo :-)

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Forse stiamo veramente dando i numeri

May13

Uno dei più violenti terremoti della storia ha fatto tremare ieri la potente Cina, che tanto fa tremare noi con i suoi prodotti e la sua fame di petrolio.

I morti sono già oltre 12.000. “Sempre tutto grande in Cina“, si dirà. Ed è questo che non dobbiamo fare. Pensare ai numeri.

Non sono numeri. Sono persone. Sono affetti, sono lutti, sono disperazioni, sono speranze.

I cinesi non sono cinesi. Siamo noi.

Oddio… noi. Se riusciamo a levare lo sguardo oltre il governo ombra, le querele di Schifani (nomen omen), i Papi che si occupano di leggi italiane e gli italiani che non si occupano di leggi europee (Rete 4 e Rumeni) e, soprattutto, l’Inter che rischia di perdere uno scudetto vinto già a febbraio… se riusciamo a levare lo sguardo oltre il cumulo di stronzate che occupano il nostro spazio mentale, forse, grazie a un terremoto di incommensurabile potenza (ma è solo un brividino per le due placche che scorrono beate l’una contro l’altra), forse riusciremo a vedere le cose importanti.

Come la vita e la morte. La felicità. I sogni. E se lavorate in un ufficio di stronzi, forse è il momento buono per considerare finalmente di fare qualcosa su Internet e liberarvi (per me stamattina, tennis).

E mentre ascolto la Petite Messe Solennelle di Rossini (che canterò a Novembre, siete tutti invitati) e medito su Wordpress e sui suoi casini (ma sto preparando qualcosa di interessante) vi invito a mandare a cagare numeri, capufficio e cinismo.

- Come si chiamano gli abitanti della Cina?

- Cinesi!

- No, voglio i nomi.

Perché sono silenzioso

May8

10 giorni fa, ho lanciato la survey INTERNET MONEY ITALIA 2008. La partecipazione è ancora forte e sono abbastanza stupito. Come obiettivo di minima avevo 200 risposte, idealmente 600. Sono già oltre 1200.

E voglio tenerla online ancora tutta questa settimana e forse ancora la prossima (dipende se un partner partecipa o no).

Questo significa che

  • questo movimento “Internet Money” c’è
  • che i dati saranno molto significativi e daranno un reale quadro di chi siamo tutti noi che vogliamo “vivere con Internet”

Quindi la survey sta andando molto bene. Se ancora non avete partecipato, potete farlo ora.

Ma non è la survey il motivo per cui sono silenzioso.

Sto leggendo. In questi ultimi due mesi ho acquistato 14 libri, più diversi ebook. Alcuni li ho già letti, altri li acquisto come si acquistano i vini da invecchiamento. Li tengo lì, da aprire quando ne avrà voglia.

In questo periodo, il mio focus è sul presente e il futuro dell’Italia.

Non roseo, per usare un eufemismo.

Ho letto La deriva. Perché l’Italia rischia il naufragio di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Non avevo letto il loro precedente La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili perché era uscito in un momento in cui ero refrattario a indignarmi ancora per i nostri politici e la situazione italiana.

Ma oggi è per me il momento di sapere e di immergermi in queste letture.

In questi giorni sto leggendo un libro citato nel libro precedente che si intitola Contro i giovani. Come l’Italia sta tradendo le nuove generazioni. Scritto da due economisti al di sopra di ogni sospetto – Tito Boeri e Vincenzo Galasso – è un saggio chiaro e diretto. Non ha lo stile sarcastico e gradevole di Stella. Gli economisti non fanno battute. Ma se avete figli o se siete figli, leggetelo.

Sono molto, molto preoccupato per il futuro di Ettore, che a settembre andrà in prima superiore. Ho fatto il colloquio con il suo nuovo futuro preside, persona veramente pregevole, ma che ha dovuto ammettere, parlando delle mie aspettative “cosa pretende, questa è la scuola italiana“.

All’italiana. Si dice così, ammiccando un po’ alla Totò, riferendosi alle cose del Belpaese. Alle nostre cose. Ma non c’è niente da ridere.

Mentre leggo questi libri di denuncia che elencano fatti ai limiti della comprensione, più volte mi fermo a pensare che, tutto sommato, non mi scandalizzo più di tanto.

E’ questo ciò che mi preoccupa di più e mi fa silenzioso: che nonostante abbia sempre cercato di capire e di non seguire l’andazzo, alla fine il mio carattere all’italiana si è formato lo stesso.

Amo Internet perché ti dà una speranza. Perché con un click sei lontano mille miglia, perché ti puoi elevare leggiadro come il tuo reddito online, come un’aquila.

E la amo perché mi dà l’instant gratification culturale di una immensa enciclopedia multimediale, dove trovo tutto ciò che voglio leggere, guardare, ascoltare.

Tutto cambi, perché nulla cambi.

Come il nuovo governo presentato oggi.

Internet Money Italia 2008

May1

Lunedì, da buon… non so come chiamarmi, “uno che fa business su Internet”, mmm… vabbe’ insomma, lunedì ho lanciato la survey INTERNET MONEY ITALIA 2008.

E’ la prima ricerca in Italia che cerca di capire “chi sono le persone che vivono o vogliono vivere di Internet, secondo i concetti dell’Internet Money”. Tu, io e chi altro?

Ho creato la survey con SurveyMonkey (lo uso da 7 anni ed è probabilmente il miglior sistema per fare ricerche di mercato online) e l’ho comunicata via email alle persone che vogliono ricevere informazioni da me (magari anche a te).

La domanda importante è: perché ho creato questa ricerca?

Mettiamola così: so fare un po’ di cose e so insegnarle. E mi piacerebbe pure farlo. Ma non so decidermi. Cosa interessa di più chi vuole l’Internet Money? Saper “scrivere per vendere”? Saper creare un business online? Capire in che direzione andare? Avere un coach? Imparare a fare marketing in senso lato?

E come preferisce imparare questa persona? Con un ebook? Un corso audio video? Audio e video online? Teleseminari? Coaching? Seminari dal vivo?

E infine, chi è questa persona? Uomo o donna? Che mestiere fa? Perché si interessa all’Internet Money?

Io credo che “Internet Money” sia veramente un movimento sotterraneo e invisibile, ma reale, anche in Italia.

Vediamo se riusciamo a capirci qualcosa, tutti insieme.

Se non hai ricevuto il mio invito a partecipare – quindi se non mi hai dato la tua email – e vuoi partecipare a INTERNET MONEY ITALIA 2008, clicca qui.

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