The Internet Money Game

Yes we can

November9

Barack Obama sarà il nuovo Presidente degli USA. Figlio di un pastore di capre keniota e di una americana very liberal. Abbronzato come dice con sagacia il nostro Presidente del Consiglio.

Cambierà l’America? Probabilmente. Ma a noi, onestamente, che ci frega?

Stanotte ho sognato i subprime

Stanotte ho sognato che andavo in banca per un mutuo e mi chiedevano se dovevo usarlo io oppure rivenderlo.

E io chiedevo “Come rivenderlo?”.

E la gentile signora della banca – che faceva anche l’insegnante alla scuola di mio figlio – mi spiegava che potevo acquistare il mutuo all’1% e poi farne quello che volevo, per esempio rivenderlo a qualcuno al 3% incassando la differenza del tasso di interesse.

E io le chiedevo se molti facevano così e lei mi diceva, con la faccia di una che racconta una cosa risaputa a un bambino “Ovvio, tantissimi, come pensi che si siano fatti i soldi in questo periodo?”.

E io ero tutto eccitato all’idea di aver trovato un nuovo modo di fare il grano, come direbbe il mio amico Alfio Bardolla.

Così mi sono svegliato e ho avuto tutto chiarissimo. Tutto quanto è successo. I broker di mutui che prendono un tot a mutuo e quindi se ne sbattono delle persone a cui lo vendono. E lo vendono a strepenati che non guadagnano neanche $500 ma si trovano con una rata di $4500, who fucking cares (chi cazzo se ne frega).

E questi mutui si basano sul valore delle case che quindi viene drogato. Quando si paga $400.000 una orrenda casetta di legno in un quartiere malfamato come Jamaica, Queens oppure €300.000 per un bilo a Corsico, Milano, capisci che è tutto drogato. E tutti questi mutui si basano sul valore delle case quindi, chissenefrega se non pagano, alla peggio abbiamo la casa.

E questo moltiplicato per milioni di mutui senza nessuno che li paghi rivenduti ad altre banche e società per il valore delle case, impacchettati in fondi vari che il tuo bancario di fiducia ti propone.

E così quando lo strepenato non paga, tutto il castello di carte crolla dalle fondamenta.

E capisci – credo di averlo già scritto da qualche parte – il paradosso di una produzione al servizio della finanza invece che il contrario. L’operaio o l’impiegato o il fornaio che si alzano la mattina per produrre servono solo ad alzare la posta delle scommesse finanziarie a portata di click.

Milioni di uomini e donne con le loro speranze, i loro studi, i loro sforzi, il loro impegno, le loro paure, il loro lavoro, non contano. La finanza è infinitamente più potente delle fabbriche, la finanza è la matrix in cui ci muoviamo, senza rendercene conto.

Ora che c’è stato lo tsunami ci raccontano che le regole cambieranno. Ah ah ah ah ah.

Lo raccontavano anche i cittadini americani del ‘29 quando tutti investivano nelle speculazioni immobiliari in Florida ed è arrivato il ‘29. O quando scambiavano una casa con un bulbo di tulipano nell’Olanda del 1600 e migliaia si sono trovati senza casa e senza tulipani dalla sera alla mattina. E l’Olanda ha iniziato il suo declino come potenza mondiale.

Le regole non cambieranno mai. Almeno finchè ci sarà ingordigia e finchè ci saranno strumenti finanziari nel mondo.

Ma con l’elezione di Obama c’è stato qualcosa di nuovo

Non perchè Barack Obama è abbronzato. Certo, vedere un Presidente USA negro (scusate, ma io ho una certa età e quando ho imparato questa parola non era una brutta parola, quindi in Italia la uso) è un cambiamento importante. La mia fidanzata americana – che anche lei è negra, by the way – mi diceva che per strada i suoi amici bianchi le dicevano “Please, you black go vote, make Obama win!” (mi raccomando voi neri andate a votare, fate vincere Obama!”).

Però attenti a non avere la visione deformata dalla nostra esperienza con i negri: qui vendono accendini, librini sull’Africa e borse contraffatte, lì sono Americani. Il nostro Obama è un avvocato laureato ad Harvard e docente universitario di diritto. Non un vucumprà. Ma non è di questo che voglio parlare, ci pensa già Berlusconi.

Voglio parlare invece di questo: $700.000.000. Settecento milioni di dollari.

Le donazioni arrivate a Barack Obama da oltre 3 milioni di cittadini, via Internet. Barack Obama ha usato pesantemente il Web 2.0 con 1,5 milioni di amici su Facebook (dubito che abbia attivato gli alert via email…), 45.000 seguaci su Twitter, 8.000 gruppi di discussione sul web, 699.000 video su YouTube, tra cui la famosa campagna Yes we can con cantanti, attori e sportivi famosi.

Può essere quindi che il nuovo Presidente USA debba meno favori a gruppi di potere e possa invece rispondere veramente ai cittadini. Grazie al potere di Internet.

Ovvero se Barack Obama potrà ricostruire un’America più equa e più felice, lo potrà fare perchè effettivamente una grande fetta della sua vittoria è stata la vittoria dei singoli cittadini che non solo hanno atteso ore in fila per poter votare (in un paese dove votava meno della metà degli aventi diritto), ma hanno votato con il loro portafoglio, anzi online con la loro carta di credito o conto Paypal.

E allora, se il potere di Internet può cambiare gli equilibri di potere e far eleggere Presidente il più liberal dei senatori democratici, negro con parenti musulmani, ma con una vision, una buona vision, allora… cosa può fare per te?

Yes you can

Con Internet, tu puoi. Puoi cambiare la tua vita, come l’ha cambiata ai milioni in tutto il mondo che hanno scelto di vivere con l’Internet Money. Puoi alzarti la mattina e vedere – come ho visto oggi – che qualcuno ha comprato il tuo prodotto alle 2:37 mentre tu dormivi. Puoi avere un’idea e realizzarla e vedere in pochi giorni se funziona. Puoi parlare con qualcuno e capire subito che con un sito e una campagna Adwords c’è un’opportunità di business in più per tutti.

Con Internet non servono grandi riunioni, telefonate, team. Basti tu con le tue competenze – che devono essere abbastanza elevate, ma le puoi acquisire – ed eventualmente qualche fornitore esterno.

Ma quando hai imparato il gioco dell’Internet Money, quando tutti i pezzi si sono finalmente incastrati e hai tutto chiaro nella mente, allora senti questo potere di essere padrone della tua vita. O almeno del tuo stipendio che è la parte fondamentale.

Non sto parlando di fare i milioni. Si possono fare, ma personalmente io sono ben lontano e quasi nessun italiano nell’Internet Money fa i milioni (in USA sì). Però parliamo di creare il tuo stipendio attuale in modo automatico. Guadagnare il tuo stipendio di oggi senza andare a lavorare. Come sarebbe la tua vita? Come cambierebbe? Sarebbe una rivoluzione o no? Per me lo è stata.

E anche se non ho ancora raggiunto tutti i miei obiettivi finanziari che mi sono posto con Internet, so che ci sto arrivando. Un passo dopo l’altro. Come puoi fare tu. Un passo dopo l’altro, una cosa appresa dopo l’altra, un errore dopo l’altro.

C’è da lavorare? Certo, molto. Ma lavori una volta e guadagni per sempre.

Con Internet, Yes we can.

Che Qassia è?

April15

Anna Lombardini, un’amica di Internet, mi segnala Qassia.

Che è Qassia?

E’ un network di “intelligenze”. In pratica un (ennesimo) social network in cui ognuno dà il suo sapere in forma di “intel” (chissà se Intel è contenta, dubito). Sai qualcosa, qualunque cosa? Scrivilo su Qassia.

Vorrei dire la mia su Qassia e in generale sui social network.

Nello specifico mi pare un’idea carina, anche se il modello di business sa molto di inizio anni 2000: faccio un network, aggrego tanta gente, poi vendo tutto a qualcuno. Ne parlavano Hagel e Armstrong in un libro del 1997, Net Gain – Creare nuovi mercati con Internet.

Ha funzionato bene per i creatori di MySpace e Facebook spinti dalla “bolla” del web 2.0. Secondo me è una bolla, ne ho viste in questi anni di rivoluzioni tecnologiche che duravano qualche anno e poi crollavano.

Perché i fondamentali sono sempre gli stessi, e si riassumono nelle stesse tre parole: marketing, marketing, marketing.

L’idea di “usare” i social network per far crescere il proprio traffico su Google mi pare una realtà di breve periodo. Dico queste cose controcorrente, il web 2.0 è oggi come la mamma o il Presidente della Repubblica (già sul Papa le opinioni sono discordanti… vabbè, anche sul Presidente… ok, ok, non avventuriamoci su questo terreno). Comunque il web 2.0 è oggi quasi sacro. Chi non lavora su blog e altre diavolerie per aumentare la propria popolarità sembrerebbe destinato all’oblio. Io non credo che sia proprio così.

Meno male che non lavoro più nel mondo dell’Internet “business” sennò mi sarei dovuto sorbire decine di pippe dei managerini di turno per creare “properties web 2.0 per leveragerare la nostra brand equity”. Vaffanculo.

Nello specifico Qassia magari è anche una buona idea, lascio a voi di darci un’occhiata e valutare (potete anche guadagnarci soldi, ma non ho capito bene come).

Il punto è: chi me lo fa fare o ve lo fa fare di mettere contenuti per riempire il mio account su Qassia, cosicché la gente dice “che bravo” e divento popolare? Quanti contenuti devo metterci (scritti e in inglese, per lo più)? Qualche decina? Meglio qualche centinaio? E dove lo trovo il tempo e la voglia?

Se ho contenuti buoni, tanto vale che li assembli in un prodotto.

Attenzione amici. La rete è piena di questa simpatica idea del contenuto. Crea contenuto, così il tuo blog cresce. Crea contenuto così diventi popolare. Linka, scrivi, fatti il culo e avrai.

Avrai cosa?

Cosa succede se Shiresh, il chief programmer indiano che sta gestendo l’algoritmo di Google che gestisce la popolarità derivante dai social network decide di cambiare il parametro _SocNtwkPop nella funzione di libreria MakeContentRelevant(_SocNtwkPop) per collegarlo alla libreria VideoCntntAzaki_param che gestisce l’analisi della rilevanza sui video YouTube?

Succede che il tuo sito sparisce di nuovo dalla prima pagina o scende di posizione o… non so che cosa. Ma basare il marketing sulle routine del Pagerank mi pare medioevale. Magia nera. Credenze popolari. Streghe, maghi e folletti digitali.

Domandatevi se tutta questa storia del contenuto ha per voi un senso. Se vi piace crearlo, se ne avete, se siete pronti a lavorare per un risultato incerto nel tempo e nelle dimensioni.

ATTENZIONE! Non sto dicendo che un business basato sul contenuto come Adsense – vi consiglio di iscrivervi all’eccezionale corso gratuito di Silvio Carracini – non ha senso. Usare contenuto per fare soldi con Adsense ha molto senso.

Ma ho i miei dubbi sul contenuto come strumento di promozione di altri business.

Domandatevi in generale se ciò che dicono tutti ha senso. O se, magari, non è l’esatto opposto. Domenica sera, su Report, ho scoperto che l’agricoltura biologica rende spesso più dell’agricoltura industriale. Come non dicono i produttori industriali di fertilizzanti, sementi eccetera. Come dice invece la mia amica Elena del Cornale. Matrix rules, always.

Whenever you find that you are on the side of the majority, it is time to reform. —Mark Twain

Quando ti trovi d’accordo con la maggioranza, domandati se sei nel giusto.

La lettera dell’ultimo dell’anno

January1

Il mio amico Helmar Rudolph, tedesco trapiantato in South Africa, lo fa ogni anno: una lettera che tira le somme dell’anno trascorso e mette le basi per il nuovo.

E’ sempre bello leggerla e allora quest’anno ho deciso di farla anch’io e di scriverla assieme a voi.

Quindi io scriverò il post e spero che voi vogliate scrivere nei commenti la vostra versione di “Risultati del 2007 e Propositi per il 2008″.

Spero non sia troppo noiosa (alla peggio l’avrò scritta per me stesso…)

Come sapete (o forse no, comunque…) scrivo nel pomeriggio del 31 dicembre da un appartamento sulla 43rd Street all’incrocio con la 9th Avenue, a Manhattan, New York City. Fuori si sentono le sirene e i clacson del casino che si sta preparando per mezzanotte a Time Square, a due isolati di distanza. E sicuramente in Italia ci saranno i botti di preparazione e voi siete lì che vi state vestendo per andare al veglione o state ultimando le cose in casa perché state invitando gente. O forse “non vi interessa niente il capodanno” e siete a casa a guardare il discorso del Presidente della Repubblica.

Comunque sia, Capodanno è l’unica festa che sento perché mi piace quest’idea di inizio, di cominciare da zero, pulizia, clean slate, gennaio con il freddo e il tempo per pensare al futuro.

E quindi, iniziamo questa lettera.

Cosa è successo nel 2007

Ho concluso una relazione travagliatissima. Lo so che bisognerebbe parlare solo di Internet money, ma non accennare a questo fatto falserebbe tutto ciò che è successo. E comunque in febbraio ho concluso una distance relationship (Milano – New York, che coincidenza) di due anni. Questo fatto, mi ha fatto rifocalizzare sull’Italia e sul fatto che vivo qui (almeno per ora). E poco tempo dopo è infatti arrivato The Internet Money Game.

The Internet Money Game, il teleseminar che ha cambiato tante cose. Il 26 marzo 2007 c’è stato The Internet Money Game, il teleseminar organizzato dall’amico Italo Cillo, in cui ho spiegato i metodi per guadagnare online e messo le basi per il concetto di “Internet Money”. Un teleseminar che ha cambiato tante cose, sicuramente nella mia vita. Dopo quel teleseminar e il seguito che ha avuto, ho pensato che forse c’era veramente la possibilità di fare queste cose anche in Italia.

Alfio Bardolla Training Company, addio. Dopo due anni, faticosi, eccitanti e un po’ travagliati, in luglio io e Alfio Bardolla ci salutiamo. Non era previsto, credo da nessuno dei due, ma era sempre possibile, quasi palpabile questo divorzio. Lascio l’azienda che ho contribuito a creare e anche la prima in cui sono stato socio. E ora che faccio? L’estate sta arrivando e non è il momento di iniziare nulla. Per fortuna i miei business Internet lavorano come muli, senza neanche bisogno che gli dia della biada. E comunque con Alfio siamo rimasti amici e sicuramente faremo qualcosa insieme anche nel 2008.

Giulio Marsala e Affiliazione Vincente. Giulio Marsala è una grandissima persona. Affiliazione Vincente non sarebbe esistita se lui, durante l’estate, mentre io ero in vacanza con mio figlio, non avesse scritto 2/3 del lavoro e non mi avesse tempestato di messaggi, tra il motivazionale e l’incazzato. In settembre, mi sono messo sotto e ho recuperato e, due mesi dopo il previsto e con una mezza crisi matrimoniale di Giulio (io, per fortuna in questo caso, sono single) all’inizio di Ottobre esce Affiliazione Vincente. Ed è un successo superiore a quello che avevamo sperato. Tanto che ci fa domandare: e ora?

Internet Money Seminar. In ottobre c’è anche il seminario Internet Money, organizzato con Alfio Bardolla. Grande affluenza di pubblico (quasi 90 persone considerando che è il primo seminario di questo tipo, un successo straordinario), bravi speaker, contenuti reali, il chairman (io) che se la cava nonostante sia la sua prima esperienza. Tanto che pensiamo di replicare nel 2008. E’ tutta ancora da vedere, ma penso che si farà. E prima comunque arriveranno i DVD di questa edizione, se vi siete perso il primo seminario in Italia in cui si parla di come guadagnare online.

Novembre, a lot of soul searching. Forse non sapete (o forse sì) che sono coinvolto, come ufficio italiano, in un network di agenzie di pubblicità. O forse lo ero, almeno per quel che mi riguarda. Comunque all’inizio di Novembre sono a Londra per una riunione internazionale e mi rendo conto che non mi interessa più niente. Non mi interessa più niente essere in una riunione internazionale, non mi interessa più niente la pubblicità, non mi interessa più niente questo mondo del lavoro, che vedo uguale e schiavista in qualsiasi città. Londra non è il mio luogo preferito, ma ho sempre sentito vibrazioni emozionanti quando ci sono andato. Ma invece ritrovarmi a New Oxford Street la mattina di novembre e incrociare tutte questa formiche indaffarate con i loro bicchieri di carta pieni di cappuccino e sapere che vanno a sedersi a scrivanie e a produrre, è stato come vedere matrix in diretta e capire tutto. E immediatamente, Londra è diventata emozionante come Milano, Corsico, Cesano Boscone o Isernia. Zero.

Quel giorno di novembre a Londra è iniziato il mio 2008.

Natale e Capodanno 2007. Siamo qui, io e Ettore a New York e qualcuno, meravigliosamente mi ha ricordato che era un mio sogno trovare un modo per poter vivere a New York con mio figlio. Non mi ricordavo di questo sogno espresso durante un seminario di PNL, ma si è realizzato. Già oggi potrei vivere a New York con i miei business Internet (grazie anche al cambio), se non fosse per la scuola di Ettore si potrebbe fare oggi. Ma, secondo me c’è ancora da fare per acquisire stabilità, protezione da imprevisti e capacità di crescita.

E comunque, eccoci ai propositi del 2008.

Cosa voglio fare nel 2008.

Primo punto: uscire dalla zona di comfort.

La zona di comfort è come la rana che muore bollita a fuoco lento, è molto pericolosa. Bisogna sforzarsi di uscire anche se si ha paura, anche se si è pigri, anche se nel modo che conosciamo è tutto più facile. Quindi, 2008: usciamo dalla zona di comfort.

Secondo punto: il lavoro è una bugia.

Scambiare competenze per denaro oppure tempo per denaro è una grande illusione. Un’illusione che creano coloro che vogliono sfruttarci, pagandoci una frazione del denaro che facciamo guadagnare loro in cambio di una illusione di sicurezza. Prendiamoci direttamente il reddito che ci spetta con una via più diretta ed efficiente: creiamo prodotti che producano i nostri soldi. Quindi 2008: non cediamo alle sirene del lavoro, costruiamo i nostri sistemi di reddito.

E ora, nel dettaglio, cosa voglio fare nel 2008.

Windows addio, passo al Macintosh. Dopo esattamente 10 anni (prima avevo Macintosh e prima ancora MS DOS) lascio Windows XP e passo al Macintosh. E’ già un anno che uso un MacBook, ma in modalità dual boot e finora esclusivamente con Windows. Ma ultimamente il sistema è instabile, ho bisogno di programmi che mi proteggano da virus e malware e comunque la piacevolezza del sistema operativo Mac è ineguagliabile. Avevo posto come 1 gennaio la data di passaggio, ma in realtà, già da 1 settimana ho fatto il passaggio perché il mio sistema Windows ha avuto un nuovo malfunzionamento ed è semplicemente bloccato. Terrò comunque Parallel per avere anche Windows (per gestire i siti con FrontPage o dare un’occhiata alle mie vecchie email in Outlook), ma il dado è tratto. Sono diventato anch’io una fighetta con il Mac (però almeno non perdo tempo a far funzionare programmi che mi consentano di far funzionare programmi, qui è tutto così ben studiato e easy).

Outlook addio, passo a Gmail. Seguendo il consiglio di Italo Cillo sto consolidando tutta la mia posta su GMAIL. Così, dovunque sia ce l’ho sempre a portata di mano. E non come oggi che sto sempre a fare il backup dei file di Outlook. Non ho più voglia. E comunque ho notato che il filtro antispam di GMAIL funziona meglio dell’antispam (a pagamento) che ho usato finora con Outlook, quindi anche da quel punto di vista, ci sarà un vantaggio. Certo, avere l’email con interfaccia browser ha i suoi svantaggi: lentezza, richiede un collegamento internet, il rischio che quelli di Google dicano “mmm, questo De Veglia ci sta antipatico, ora gli chiudiamo l’account”. Ma per questo ultimo problema ho trovato la soluzione con un account di backup.

Ok, queste due erano facili. Piccole cose tecniche, ma che spero mi renderanno la vita al computer più facile di quanto sia stata negli ultimi mesi veramente ammalati di malfunzionamenti.

Beyond Affiliazione Vincente. In questi primi due mesi ci siamo resi conto che Affiliazione Vincente risponde a tante domande, ma non a tutte. Ci sono molti che non si decidono, c’è chi chiede coaching, c’è chi vorrebbe qualcosa di più e chi invece lo trova fin troppo ricco e vorrebbe qualcosa di più semplice. E in ogni caso, ciò che insegnamo in Affiliazione Vincente funziona, ma è complesso. Come semplificare la complessità? Come rendere il tutto più semplice senza renderlo semplicistico? Come offrire un aiuto più interattivo senza essere limitati dal coaching 1to1? Tutte domande a cui io e Giulio stiamo cercando risposte per il 2008. Direi il primo trimestre del 2008.

Un mio infoprodotto. Affiliazione Vincente è una bella creatura e gli voglio bene. Però l’ho fatto assieme a Giulio Marsala, non è il mio bambino. Ho voglia di fare qualcosa di totalmente mio in cui mettere solo me stesso. Non sono ancora certo di cosa sarà, ma vorrei fosse qualcosa che mi permette di aiutare le persone con quello che so. Deve naturalmente avere la caratteristica “lavora una volta, guadagna per sempre” che considero imprescindibile, ma anche offrire reale valore e soprattutto dialogo, relazione. Non ho ancora trovato la formula perfetta, ma sto lavorando a una cosa lontana da “marketing e Internet” che mi verrebbero naturali. E’ qualcosa che mi affascina anche se sono ancora un po’ scettico. Ma proprio per questo ci voglio provare: uscire dalla zona di comfort. Vi racconterò presto di cosa si tratta (ha a che fare con il mio amico Helmar di cui parlo all’inizio).

Scrivere con continuità il blog e la mailing list. Ormai me ne sono reso conto. Voi ci siete. Mi leggete. Mi rispondete. In questi mesi ho vissuto questo blog un po’ come una cosa “a latere”, ma ora mi sono reso conto che – come sempre succede su Internet – ha acquisito una sua vita propria e richiede la mia attenzione. Come pure tutti gli amici che si sono iscritti alla mailing list di Internet Money Italia. E’ bello scrivervi, non l’ho fatto molto, un po’ per pudore un po’ perché… sono lento, ve lo dico sempre. Lento a capire i cambiamenti, a interiorizzarli. Ma è indubbio che abbiamo creato un dialogo e voglio che sia più ricco e presente, anche se questo costerà un po’ di impegno e di uscire dalla zona di comfort (un conto è scrivere quando capita, un conto è rispettare un minimo di frequenza). E così l’impegno è di almeno un post alla settimana su questo blog e relativa email informativa. Speriamo di non annoiarvi!

Basta lavori di consulenza, a meno di casi straordinari. Verso la fine del 2007 ho trovato il cliente che attendevo tutta la vita. Una persona squisita, intelligente, con la possibilità di fare un lavoro molto buono. E anche pagato come mai si usa in Italia, con anticipo. Avessi avuto altri clienti così nella mia vita, sarebbe stato tutto più semplice. Però, dopo Londra, mi sono reso conto che questo modo di lavorare non mi corrisponde più. Quindi, finito questo lavoro, vorrei proprio non prendere altri clienti di consulenza nel 2008. Questo significa rinunciare ad almeno 50K che dovranno essere coperte da entrate Internet Money (o altro). Un obiettivo impegnativo, ma credo sia giusto che me lo ponga per fare il salto di qualità nella mia vita. Uscire dalla zona di comfort. Quindi, se avete intenzione di chiedermi della consulenza, sappiate che difficilmente vi dirò di sì (ci sono sempre le eccezioni).

Creare del reddito con il Trading Online. Non avrei mai pensato che mi sarei seriamente interessato al trading online. Ma invece è successo. In questo novembre di soul searching è successo anche questo. E’ successo che ho capito che se il mondo va male, ti salvi solo se sai fare soldi con i soldi, cioè con il trading. Speculare con titoli è il sistema più efficiente per creare reddito. Scettici? Tutti perdono soldi in Borsa? La realtà è che perdono soldi le persone che ci giocano senza sapere a che gioco giocano. In questo caso i soldi si perdono sicuramente. Ci sono molti modi per guadagnare con il trading e comprare e vendere azioni è probabilmente quello meno redditizio e più rischioso. Io sto studiando il trading in valute, oggetto misterioso, ma affascinante e mi sono posto come obiettivo giugno per iniziare a operare e creare del reddito. Questo è veramente uscire dalla mia zona di comfort, tra calcoli e grafici io mi sento male. Ma la nostra realtà la creiamo noi e io sono veramente convinto che il trading sia la salvezza, per chiunque, da questo mondo folle che non possiamo controllare mentre lui controlla noi.

Tornare in peso forma, assolutamente. Non va tutto bene nella tua vita quando hai esattamente 20 chili più di quello che dovresti avere. E non serve che tutti dicano “ma tanto tu sei alto”. Sono comunque 20 chili in più da portarsi in giro, centimetri di girovita che stringono i pantaloni, mal di schiena inutile, affaticamento del cuore e una generale sensazione di vecchiezza. Quindi obiettivo -20 chili, con calma, ma con convinzione. Soprattutto mentale, grassezza o magrezza, ingrassare o dimagrire è nella testa.

Ora ci sono alcune cose che vorrei fare, ma non sono ancora del tutto risolte.

Studiare il cinese. Due anni fa ero a Shanghai per un seminario e mi sono comprato un corso interattivo di cinese. E’ sempre li’ intonso, ma ora credo sia un bel modo per uscire dalla zona di comfort. Anche perché Tim Ferriss dice che si può imparare qualsiasi lingua (lui l’ha fatto) in 3-6 mesi e quindi, almeno vediamo un po’. E poi mi dà terribilmente fastidio che i cinesi diventino i padroni del mondo e noi non riusciamo nemmeno a capire cosa scrivono o dicono. Almeno se parlano male di me, posso rispondere. Per questo progetto non ho ancora trovato una motivazione profonda, se non quella di uscire dalla zona di comfort.

Seminari, risolvere il dilemma. Nel 2008 ho almeno due seminari da portare a termine. Uno con il mio amico belga Patrick Bogaerts (in febbraio) e almeno un nuovo Internet Money. Il dilemma è questo: come concilio il lavoro di organizzare seminari con la mia visione dell’Internet money “lavora una volta e guadagna per sempre?”. Non si concilia. Questo è proprio un diverso tipo di business: grande culo per buon guadagno in tempi ristretti. Mentre io cerco poco culo per poco guadagno continuativo. Però l’opportunità c’è e non posso buttarla via. O posso? Questa è da risolvere e non so come.

Tornare a New York. Queste due settimane di fine anno mi hanno mostrato come New York sia estremamente vivibile e la gente cordiale e gentile. E i prezzi bassi, per chi guadagna in Euro. Quindi mi piacerebbe tornarci, di nuovo in appartamento, ma con una soluzione più di lungo termine. Magari affittare un appartamento e subaffittarlo quando non ci sono? Potrebbe essere. So che ci tornerò, anzi che ci torneremo io ed Ettore. Come e quando ancora non so, ma ci sono 12 mesi.

Un altro viaggio importante. Quest’anno vorrei fare un viaggio importante. Le mete che ho in mente sono due: Argentina o Australia. Entrambe voglio vederle, la prima è decisamente più abbordabile della seconda, ma non parlo lo spagnolo (un motivo per impararlo? Dai Marco, ora non esagerare). Ma un’alternativa potrebbe essere un East Coast – West Coast in auto lungo la Route 66 degli USA. Anche qui, quando e come non so ancora, anche se l’estate sembra la scelta logica. Ma mettiamo in discussione anche questo, perché no? Con il modello Internet Money non sei legato a un periodo dell’anno (ma la scuola di Ettore sì, però…) E se invece andassimo tutti alle Fiji? Beh, diciamo che non farò le vacanze in Liguria, poi vediamo.

Qualcosa di pazzo, totalmente fuori dalla zona di comfort. Cosa può essere? Qualcosa che non ho mai fatto né mai pensato di fare. Qualcosa che non vorrei fare, ma che può essere eccellente. Qualcosa che mi richiede di ripensare e risentire me stesso e ciò che “posso o non posso fare” (risposta: puoi fare tutto, basta che tu lo voglia). Non lo so ora cosa potrà essere, magari qualcosa di piccolo, basta che sia una cosa che “mai avrei pensato…”. Chissà cosa sarà, mettiamo il cervello in moto.

Il libro del 2007

Dei molti libri che ho letto, ne scelgo due come simbolo di questo 2007. Simbolo perché mi hanno ispirato o colpito comunque influenzato in questo anno che sta finendo.

The 4-Hour Workweek – Timothy Ferriss. Ne ho parlato alcuni mesi fa e lo sto rileggendo ora. Mi dispiace per tutti quelli che non leggono facilmente l’inglese, perché vorrei che lo leggeste tutti. Così mi sono informato per tradurlo e sono in trattativa. Spiega un modo alternativo – e secondo me decisamente migliore – di vivere per essere più felici e non aspettare la pensione per fare ciò che vogliamo (quando è troppo tardi). Se leggete l’inglese regalatevelo come lettura di inizio 2008. Se non lo leggete, vediamo se riesco ad accordarmi per tradurlo.

Zero – Giulietto Chiesa. Di tutt’altro tenore, anche di questo libro ho parlato in un post recente. Perché mi ha colpito questo libro? Perché parla di come molto probabilmente sta andando e andrà la storia del mondo con le sue guerre future e di come tutti noi siamo influenzati da una grande bugia che è la versione ufficiale dell’11 settembre. Ora, io non vi dico di cambiare il mondo o di scendere in piazza a protestare. Al contrario, vi dico solo di informarvi, farvi le vostre valutazione e prepararvi se mai dovessero arrivare momenti bui (già con i subprime ci sarà poco da ridere).

Una persona da ringraziare in questo 2007

Voglio ringraziare pubblicamente (oddio…bloggamente) una persona molto importante, in questo 2007. Importante per cosa ho fatto, come l’ho fatto, per i cambiamenti che ho avuto.

Questa persona è Ettore, mio figlio.

Nel 2007 ha compiuto 13 anni e ogni giorno mi sorprende con la sua crescita, con le cose che dice, che fa, che pensa. Anche con le cose che, dette da me, sono interiorizzate meglio da lui che da me. O mi sorprende con la sua logica e il suo buon cuore e buon carattere.

Se ho fatto tutte ciò che ho fatto in questo anno, sicuramente perché ho avuto da lui supporto, attenzione, fiducia e perché l’ho visto crescere bene.

Quindi quest’anno la coppa “Persona dell’anno” va a Ettore. Vediamo chi la vince il prossimo. :-)

E concludo con questo frase per il 2008:

La meta è solo il pretesto per il viaggio. E’ il viaggio che ci fa crescere.

La Casa Nova

August12

Carlo Goldoni, autore de La Casa NovaCasa nuova.

Apri la porta e senti l’odore della vernice fresca. Il parquet è perfettamente lamato, l’impianto è a norma, il bagno è splendente.

C’e’ qualche piccolo ritocco da fare, naturalmente. E poi devono arrivare i mobili. Ma stasera si dorme nella casa nuova, ci sono i materassi.

Questo succede anche con un nuovo blog.

Internet Money Game (ho abbandonato il “the”, inutile) ha una nuova casa, sul suo server personale. Insomma ho fatto il salto e questo significa che questo blog comincerà a essere riempito.

Soprattutto per un motivo: perché ve lo meritate.

In questi mesi, da quando ho lanciato il blog, siete stati generosi di complimenti e di commenti. Mi avete fatto capire che ciò che scrivo (con pause lunghissime, sorry) vi interessa veramente, che l’Internet Money Game, che vivere di internet, che the 4-hour workweek interessa tanto voi quanto me.

Che volete saperne di piu’.

Vorrei anch’io saperne di più, francamente.

Nonostante 6 anni che studio il mondo dell’Internet Money e 17 che lavoro nel marketing, praticamente ogni giorno ci sono domande di cui non conosco la risposta.

Funzionerà questa cosa? C’è mercato in Italia? Ma Tizio che lo fa così, perché? E Caio?

Guardate, su questo blog non troverete certezze (se le cercate, ce ne sono altri che sono molto più certi). Però troverete la realtà che vedo io. E le esperienze che faccio io.

Credo nell’Internet Money

Due mesi fa ho chiuso la porta della consulenza, il territorio dove mi muovevo piuttosto bene (il territorio che ha creato la marca Alfio Bardolla, tanto per raccontare un’esperienza recente, ma anche Wind e Infostrada per parlare di cose che ho fatto un po’ di tempo fa).

Ho chiuso la porta della consulenza perché credo nell’Internet Money.

Quando lavoravo con Alfio Bardolla ho fatto due operazioni immobiliari, dove ho guadagnato. Investire in immobili funziona, ma non è per me.

E ho studiato il trading in opzioni. Fare trading in opzioni funziona, ma non è per me.

Fare soldi con Internet è per me, mi sento bene quando lavoro per testare un’idea, o leggo di una nuova cosa che è uscita negli USA (ce ne saranno una decina alla settimana). Soprattutto mi sento bene quando mi si apre una finestrella in basso a destra e mi dice che è arrivato un ordine.

Ragazzi è tutto qua. E’ vedere la finestrella oppure alzarsi la mattina e controllare la posta o fermarsi in un Internet Café per vedere quanto avete guadagnato mentre siete in vacanza.

Infatti ora sto preparandomi per partire. Domani mattina inizia la vacanza di due settimane con mio figlio e un suo amico. Vado a fare un bel giro con la macchina in Europa con due dodicenni. E magari mi fermerò in qualche Internet Cafè :-)

Però so che il mio sito continuerà a generare denaro. Come ha fatto oggi, informandomi ogni tanto che qualcuno aveva acquistato. Andare in vacanza sapendo che hai un business Internet che lavora per te è una gran bella sensazione.

E’ facile?

L’Internet Money è come Matrix

Sì e no. E’ facile concettualmente e anche dal punto di vista tecnico ce la può fare chiunque. E’ meno facile psicologicamente.

E meno facile lavorare su un progetto Internet con gli amici che ridacchiano e parlano di calcio, la moglie impaziente e tu che ti domandi se non sei pirla.

Perché tutto il mondo intorno a te continua a girare nella ruota dei topolini felice e contento.

Tutto il mondo continua a lavorare per lo stipendio. Ssperando nelle vacanze, per “riposarsi”. Pensate: la gente si stanca perché così poi si può riposare. Oppure quelli più furbi fanno business normali in cui bisogna investire migliaia di euro e per i primi 3 anni si è in perdita. A me sembra sempre una follia.

Siete sulla strada giusta, ma non cercate di convincere Pino o Nina o di spiegare come funziona. Voi siete Neo, avete visto la Matrix e avete un’idea per fuggire.

In Ottobre organizzerò il primo seminario italiano sull’Internet Money. Ci saranno le persone che oggi guadagnano con Internet che spiegheranno come fanno così che chi non guadagna ancora può vedere che è una cosa reale e fattibile.

Ma ve ne parlerò un’altra volta. Ora è ancora tempo di vacanze.