January1
Il mio amico Helmar Rudolph, tedesco trapiantato in South Africa, lo fa ogni anno: una lettera che tira le somme dell’anno trascorso e mette le basi per il nuovo.
E’ sempre bello leggerla e allora quest’anno ho deciso di farla anch’io e di scriverla assieme a voi.
Quindi io scriverò il post e spero che voi vogliate scrivere nei commenti la vostra versione di “Risultati del 2007 e Propositi per il 2008″.
Spero non sia troppo noiosa (alla peggio l’avrò scritta per me stesso…)
Come sapete (o forse no, comunque…) scrivo nel pomeriggio del 31 dicembre da un appartamento sulla 43rd Street all’incrocio con la 9th Avenue, a Manhattan, New York City. Fuori si sentono le sirene e i clacson del casino che si sta preparando per mezzanotte a Time Square, a due isolati di distanza. E sicuramente in Italia ci saranno i botti di preparazione e voi siete lì che vi state vestendo per andare al veglione o state ultimando le cose in casa perché state invitando gente. O forse “non vi interessa niente il capodanno” e siete a casa a guardare il discorso del Presidente della Repubblica.
Comunque sia, Capodanno è l’unica festa che sento perché mi piace quest’idea di inizio, di cominciare da zero, pulizia, clean slate, gennaio con il freddo e il tempo per pensare al futuro.
E quindi, iniziamo questa lettera.
Cosa è successo nel 2007
Ho concluso una relazione travagliatissima. Lo so che bisognerebbe parlare solo di Internet money, ma non accennare a questo fatto falserebbe tutto ciò che è successo. E comunque in febbraio ho concluso una distance relationship (Milano – New York, che coincidenza) di due anni. Questo fatto, mi ha fatto rifocalizzare sull’Italia e sul fatto che vivo qui (almeno per ora). E poco tempo dopo è infatti arrivato The Internet Money Game.
The Internet Money Game, il teleseminar che ha cambiato tante cose. Il 26 marzo 2007 c’è stato The Internet Money Game, il teleseminar organizzato dall’amico Italo Cillo, in cui ho spiegato i metodi per guadagnare online e messo le basi per il concetto di “Internet Money”. Un teleseminar che ha cambiato tante cose, sicuramente nella mia vita. Dopo quel teleseminar e il seguito che ha avuto, ho pensato che forse c’era veramente la possibilità di fare queste cose anche in Italia.
Alfio Bardolla Training Company, addio. Dopo due anni, faticosi, eccitanti e un po’ travagliati, in luglio io e Alfio Bardolla ci salutiamo. Non era previsto, credo da nessuno dei due, ma era sempre possibile, quasi palpabile questo divorzio. Lascio l’azienda che ho contribuito a creare e anche la prima in cui sono stato socio. E ora che faccio? L’estate sta arrivando e non è il momento di iniziare nulla. Per fortuna i miei business Internet lavorano come muli, senza neanche bisogno che gli dia della biada. E comunque con Alfio siamo rimasti amici e sicuramente faremo qualcosa insieme anche nel 2008.
Giulio Marsala e Affiliazione Vincente. Giulio Marsala è una grandissima persona. Affiliazione Vincente non sarebbe esistita se lui, durante l’estate, mentre io ero in vacanza con mio figlio, non avesse scritto 2/3 del lavoro e non mi avesse tempestato di messaggi, tra il motivazionale e l’incazzato. In settembre, mi sono messo sotto e ho recuperato e, due mesi dopo il previsto e con una mezza crisi matrimoniale di Giulio (io, per fortuna in questo caso, sono single) all’inizio di Ottobre esce Affiliazione Vincente. Ed è un successo superiore a quello che avevamo sperato. Tanto che ci fa domandare: e ora?
Internet Money Seminar. In ottobre c’è anche il seminario Internet Money, organizzato con Alfio Bardolla. Grande affluenza di pubblico (quasi 90 persone considerando che è il primo seminario di questo tipo, un successo straordinario), bravi speaker, contenuti reali, il chairman (io) che se la cava nonostante sia la sua prima esperienza. Tanto che pensiamo di replicare nel 2008. E’ tutta ancora da vedere, ma penso che si farà. E prima comunque arriveranno i DVD di questa edizione, se vi siete perso il primo seminario in Italia in cui si parla di come guadagnare online.
Novembre, a lot of soul searching. Forse non sapete (o forse sì) che sono coinvolto, come ufficio italiano, in un network di agenzie di pubblicità. O forse lo ero, almeno per quel che mi riguarda. Comunque all’inizio di Novembre sono a Londra per una riunione internazionale e mi rendo conto che non mi interessa più niente. Non mi interessa più niente essere in una riunione internazionale, non mi interessa più niente la pubblicità, non mi interessa più niente questo mondo del lavoro, che vedo uguale e schiavista in qualsiasi città. Londra non è il mio luogo preferito, ma ho sempre sentito vibrazioni emozionanti quando ci sono andato. Ma invece ritrovarmi a New Oxford Street la mattina di novembre e incrociare tutte questa formiche indaffarate con i loro bicchieri di carta pieni di cappuccino e sapere che vanno a sedersi a scrivanie e a produrre, è stato come vedere matrix in diretta e capire tutto. E immediatamente, Londra è diventata emozionante come Milano, Corsico, Cesano Boscone o Isernia. Zero.
Quel giorno di novembre a Londra è iniziato il mio 2008.
Natale e Capodanno 2007. Siamo qui, io e Ettore a New York e qualcuno, meravigliosamente mi ha ricordato che era un mio sogno trovare un modo per poter vivere a New York con mio figlio. Non mi ricordavo di questo sogno espresso durante un seminario di PNL, ma si è realizzato. Già oggi potrei vivere a New York con i miei business Internet (grazie anche al cambio), se non fosse per la scuola di Ettore si potrebbe fare oggi. Ma, secondo me c’è ancora da fare per acquisire stabilità, protezione da imprevisti e capacità di crescita.
E comunque, eccoci ai propositi del 2008.
Cosa voglio fare nel 2008.
Primo punto: uscire dalla zona di comfort.
La zona di comfort è come la rana che muore bollita a fuoco lento, è molto pericolosa. Bisogna sforzarsi di uscire anche se si ha paura, anche se si è pigri, anche se nel modo che conosciamo è tutto più facile. Quindi, 2008: usciamo dalla zona di comfort.
Secondo punto: il lavoro è una bugia.
Scambiare competenze per denaro oppure tempo per denaro è una grande illusione. Un’illusione che creano coloro che vogliono sfruttarci, pagandoci una frazione del denaro che facciamo guadagnare loro in cambio di una illusione di sicurezza. Prendiamoci direttamente il reddito che ci spetta con una via più diretta ed efficiente: creiamo prodotti che producano i nostri soldi. Quindi 2008: non cediamo alle sirene del lavoro, costruiamo i nostri sistemi di reddito.
E ora, nel dettaglio, cosa voglio fare nel 2008.
Windows addio, passo al Macintosh. Dopo esattamente 10 anni (prima avevo Macintosh e prima ancora MS DOS) lascio Windows XP e passo al Macintosh. E’ già un anno che uso un MacBook, ma in modalità dual boot e finora esclusivamente con Windows. Ma ultimamente il sistema è instabile, ho bisogno di programmi che mi proteggano da virus e malware e comunque la piacevolezza del sistema operativo Mac è ineguagliabile. Avevo posto come 1 gennaio la data di passaggio, ma in realtà, già da 1 settimana ho fatto il passaggio perché il mio sistema Windows ha avuto un nuovo malfunzionamento ed è semplicemente bloccato. Terrò comunque Parallel per avere anche Windows (per gestire i siti con FrontPage o dare un’occhiata alle mie vecchie email in Outlook), ma il dado è tratto. Sono diventato anch’io una fighetta con il Mac (però almeno non perdo tempo a far funzionare programmi che mi consentano di far funzionare programmi, qui è tutto così ben studiato e easy).
Outlook addio, passo a Gmail. Seguendo il consiglio di Italo Cillo sto consolidando tutta la mia posta su GMAIL. Così, dovunque sia ce l’ho sempre a portata di mano. E non come oggi che sto sempre a fare il backup dei file di Outlook. Non ho più voglia. E comunque ho notato che il filtro antispam di GMAIL funziona meglio dell’antispam (a pagamento) che ho usato finora con Outlook, quindi anche da quel punto di vista, ci sarà un vantaggio. Certo, avere l’email con interfaccia browser ha i suoi svantaggi: lentezza, richiede un collegamento internet, il rischio che quelli di Google dicano “mmm, questo De Veglia ci sta antipatico, ora gli chiudiamo l’account”. Ma per questo ultimo problema ho trovato la soluzione con un account di backup.
Ok, queste due erano facili. Piccole cose tecniche, ma che spero mi renderanno la vita al computer più facile di quanto sia stata negli ultimi mesi veramente ammalati di malfunzionamenti.
Beyond Affiliazione Vincente. In questi primi due mesi ci siamo resi conto che Affiliazione Vincente risponde a tante domande, ma non a tutte. Ci sono molti che non si decidono, c’è chi chiede coaching, c’è chi vorrebbe qualcosa di più e chi invece lo trova fin troppo ricco e vorrebbe qualcosa di più semplice. E in ogni caso, ciò che insegnamo in Affiliazione Vincente funziona, ma è complesso. Come semplificare la complessità? Come rendere il tutto più semplice senza renderlo semplicistico? Come offrire un aiuto più interattivo senza essere limitati dal coaching 1to1? Tutte domande a cui io e Giulio stiamo cercando risposte per il 2008. Direi il primo trimestre del 2008.
Un mio infoprodotto. Affiliazione Vincente è una bella creatura e gli voglio bene. Però l’ho fatto assieme a Giulio Marsala, non è il mio bambino. Ho voglia di fare qualcosa di totalmente mio in cui mettere solo me stesso. Non sono ancora certo di cosa sarà, ma vorrei fosse qualcosa che mi permette di aiutare le persone con quello che so. Deve naturalmente avere la caratteristica “lavora una volta, guadagna per sempre” che considero imprescindibile, ma anche offrire reale valore e soprattutto dialogo, relazione. Non ho ancora trovato la formula perfetta, ma sto lavorando a una cosa lontana da “marketing e Internet” che mi verrebbero naturali. E’ qualcosa che mi affascina anche se sono ancora un po’ scettico. Ma proprio per questo ci voglio provare: uscire dalla zona di comfort. Vi racconterò presto di cosa si tratta (ha a che fare con il mio amico Helmar di cui parlo all’inizio).
Scrivere con continuità il blog e la mailing list. Ormai me ne sono reso conto. Voi ci siete. Mi leggete. Mi rispondete. In questi mesi ho vissuto questo blog un po’ come una cosa “a latere”, ma ora mi sono reso conto che – come sempre succede su Internet – ha acquisito una sua vita propria e richiede la mia attenzione. Come pure tutti gli amici che si sono iscritti alla mailing list di Internet Money Italia. E’ bello scrivervi, non l’ho fatto molto, un po’ per pudore un po’ perché… sono lento, ve lo dico sempre. Lento a capire i cambiamenti, a interiorizzarli. Ma è indubbio che abbiamo creato un dialogo e voglio che sia più ricco e presente, anche se questo costerà un po’ di impegno e di uscire dalla zona di comfort (un conto è scrivere quando capita, un conto è rispettare un minimo di frequenza). E così l’impegno è di almeno un post alla settimana su questo blog e relativa email informativa. Speriamo di non annoiarvi!
Basta lavori di consulenza, a meno di casi straordinari. Verso la fine del 2007 ho trovato il cliente che attendevo tutta la vita. Una persona squisita, intelligente, con la possibilità di fare un lavoro molto buono. E anche pagato come mai si usa in Italia, con anticipo. Avessi avuto altri clienti così nella mia vita, sarebbe stato tutto più semplice. Però, dopo Londra, mi sono reso conto che questo modo di lavorare non mi corrisponde più. Quindi, finito questo lavoro, vorrei proprio non prendere altri clienti di consulenza nel 2008. Questo significa rinunciare ad almeno 50K che dovranno essere coperte da entrate Internet Money (o altro). Un obiettivo impegnativo, ma credo sia giusto che me lo ponga per fare il salto di qualità nella mia vita. Uscire dalla zona di comfort. Quindi, se avete intenzione di chiedermi della consulenza, sappiate che difficilmente vi dirò di sì (ci sono sempre le eccezioni).
Creare del reddito con il Trading Online. Non avrei mai pensato che mi sarei seriamente interessato al trading online. Ma invece è successo. In questo novembre di soul searching è successo anche questo. E’ successo che ho capito che se il mondo va male, ti salvi solo se sai fare soldi con i soldi, cioè con il trading. Speculare con titoli è il sistema più efficiente per creare reddito. Scettici? Tutti perdono soldi in Borsa? La realtà è che perdono soldi le persone che ci giocano senza sapere a che gioco giocano. In questo caso i soldi si perdono sicuramente. Ci sono molti modi per guadagnare con il trading e comprare e vendere azioni è probabilmente quello meno redditizio e più rischioso. Io sto studiando il trading in valute, oggetto misterioso, ma affascinante e mi sono posto come obiettivo giugno per iniziare a operare e creare del reddito. Questo è veramente uscire dalla mia zona di comfort, tra calcoli e grafici io mi sento male. Ma la nostra realtà la creiamo noi e io sono veramente convinto che il trading sia la salvezza, per chiunque, da questo mondo folle che non possiamo controllare mentre lui controlla noi.
Tornare in peso forma, assolutamente. Non va tutto bene nella tua vita quando hai esattamente 20 chili più di quello che dovresti avere. E non serve che tutti dicano “ma tanto tu sei alto”. Sono comunque 20 chili in più da portarsi in giro, centimetri di girovita che stringono i pantaloni, mal di schiena inutile, affaticamento del cuore e una generale sensazione di vecchiezza. Quindi obiettivo -20 chili, con calma, ma con convinzione. Soprattutto mentale, grassezza o magrezza, ingrassare o dimagrire è nella testa.
Ora ci sono alcune cose che vorrei fare, ma non sono ancora del tutto risolte.
Studiare il cinese. Due anni fa ero a Shanghai per un seminario e mi sono comprato un corso interattivo di cinese. E’ sempre li’ intonso, ma ora credo sia un bel modo per uscire dalla zona di comfort. Anche perché Tim Ferriss dice che si può imparare qualsiasi lingua (lui l’ha fatto) in 3-6 mesi e quindi, almeno vediamo un po’. E poi mi dà terribilmente fastidio che i cinesi diventino i padroni del mondo e noi non riusciamo nemmeno a capire cosa scrivono o dicono. Almeno se parlano male di me, posso rispondere. Per questo progetto non ho ancora trovato una motivazione profonda, se non quella di uscire dalla zona di comfort.
Seminari, risolvere il dilemma. Nel 2008 ho almeno due seminari da portare a termine. Uno con il mio amico belga Patrick Bogaerts (in febbraio) e almeno un nuovo Internet Money. Il dilemma è questo: come concilio il lavoro di organizzare seminari con la mia visione dell’Internet money “lavora una volta e guadagna per sempre?”. Non si concilia. Questo è proprio un diverso tipo di business: grande culo per buon guadagno in tempi ristretti. Mentre io cerco poco culo per poco guadagno continuativo. Però l’opportunità c’è e non posso buttarla via. O posso? Questa è da risolvere e non so come.
Tornare a New York. Queste due settimane di fine anno mi hanno mostrato come New York sia estremamente vivibile e la gente cordiale e gentile. E i prezzi bassi, per chi guadagna in Euro. Quindi mi piacerebbe tornarci, di nuovo in appartamento, ma con una soluzione più di lungo termine. Magari affittare un appartamento e subaffittarlo quando non ci sono? Potrebbe essere. So che ci tornerò, anzi che ci torneremo io ed Ettore. Come e quando ancora non so, ma ci sono 12 mesi.
Un altro viaggio importante. Quest’anno vorrei fare un viaggio importante. Le mete che ho in mente sono due: Argentina o Australia. Entrambe voglio vederle, la prima è decisamente più abbordabile della seconda, ma non parlo lo spagnolo (un motivo per impararlo? Dai Marco, ora non esagerare). Ma un’alternativa potrebbe essere un East Coast – West Coast in auto lungo la Route 66 degli USA. Anche qui, quando e come non so ancora, anche se l’estate sembra la scelta logica. Ma mettiamo in discussione anche questo, perché no? Con il modello Internet Money non sei legato a un periodo dell’anno (ma la scuola di Ettore sì, però…) E se invece andassimo tutti alle Fiji? Beh, diciamo che non farò le vacanze in Liguria, poi vediamo.
Qualcosa di pazzo, totalmente fuori dalla zona di comfort. Cosa può essere? Qualcosa che non ho mai fatto né mai pensato di fare. Qualcosa che non vorrei fare, ma che può essere eccellente. Qualcosa che mi richiede di ripensare e risentire me stesso e ciò che “posso o non posso fare” (risposta: puoi fare tutto, basta che tu lo voglia). Non lo so ora cosa potrà essere, magari qualcosa di piccolo, basta che sia una cosa che “mai avrei pensato…”. Chissà cosa sarà, mettiamo il cervello in moto.
Il libro del 2007
Dei molti libri che ho letto, ne scelgo due come simbolo di questo 2007. Simbolo perché mi hanno ispirato o colpito comunque influenzato in questo anno che sta finendo.
The 4-Hour Workweek – Timothy Ferriss. Ne ho parlato alcuni mesi fa e lo sto rileggendo ora. Mi dispiace per tutti quelli che non leggono facilmente l’inglese, perché vorrei che lo leggeste tutti. Così mi sono informato per tradurlo e sono in trattativa. Spiega un modo alternativo – e secondo me decisamente migliore – di vivere per essere più felici e non aspettare la pensione per fare ciò che vogliamo (quando è troppo tardi). Se leggete l’inglese regalatevelo come lettura di inizio 2008. Se non lo leggete, vediamo se riesco ad accordarmi per tradurlo.
Zero – Giulietto Chiesa. Di tutt’altro tenore, anche di questo libro ho parlato in un post recente. Perché mi ha colpito questo libro? Perché parla di come molto probabilmente sta andando e andrà la storia del mondo con le sue guerre future e di come tutti noi siamo influenzati da una grande bugia che è la versione ufficiale dell’11 settembre. Ora, io non vi dico di cambiare il mondo o di scendere in piazza a protestare. Al contrario, vi dico solo di informarvi, farvi le vostre valutazione e prepararvi se mai dovessero arrivare momenti bui (già con i subprime ci sarà poco da ridere).
Una persona da ringraziare in questo 2007
Voglio ringraziare pubblicamente (oddio…bloggamente) una persona molto importante, in questo 2007. Importante per cosa ho fatto, come l’ho fatto, per i cambiamenti che ho avuto.
Questa persona è Ettore, mio figlio.
Nel 2007 ha compiuto 13 anni e ogni giorno mi sorprende con la sua crescita, con le cose che dice, che fa, che pensa. Anche con le cose che, dette da me, sono interiorizzate meglio da lui che da me. O mi sorprende con la sua logica e il suo buon cuore e buon carattere.
Se ho fatto tutte ciò che ho fatto in questo anno, sicuramente perché ho avuto da lui supporto, attenzione, fiducia e perché l’ho visto crescere bene.
Quindi quest’anno la coppa “Persona dell’anno” va a Ettore. Vediamo chi la vince il prossimo.
E concludo con questo frase per il 2008:
La meta è solo il pretesto per il viaggio. E’ il viaggio che ci fa crescere.