The Internet Money Game

Forse stiamo veramente dando i numeri

May13

Uno dei più violenti terremoti della storia ha fatto tremare ieri la potente Cina, che tanto fa tremare noi con i suoi prodotti e la sua fame di petrolio.

I morti sono già oltre 12.000. “Sempre tutto grande in Cina“, si dirà. Ed è questo che non dobbiamo fare. Pensare ai numeri.

Non sono numeri. Sono persone. Sono affetti, sono lutti, sono disperazioni, sono speranze.

I cinesi non sono cinesi. Siamo noi.

Oddio… noi. Se riusciamo a levare lo sguardo oltre il governo ombra, le querele di Schifani (nomen omen), i Papi che si occupano di leggi italiane e gli italiani che non si occupano di leggi europee (Rete 4 e Rumeni) e, soprattutto, l’Inter che rischia di perdere uno scudetto vinto già a febbraio… se riusciamo a levare lo sguardo oltre il cumulo di stronzate che occupano il nostro spazio mentale, forse, grazie a un terremoto di incommensurabile potenza (ma è solo un brividino per le due placche che scorrono beate l’una contro l’altra), forse riusciremo a vedere le cose importanti.

Come la vita e la morte. La felicità. I sogni. E se lavorate in un ufficio di stronzi, forse è il momento buono per considerare finalmente di fare qualcosa su Internet e liberarvi (per me stamattina, tennis).

E mentre ascolto la Petite Messe Solennelle di Rossini (che canterò a Novembre, siete tutti invitati) e medito su Wordpress e sui suoi casini (ma sto preparando qualcosa di interessante) vi invito a mandare a cagare numeri, capufficio e cinismo.

- Come si chiamano gli abitanti della Cina?

- Cinesi!

- No, voglio i nomi.

Tutto è marketing – terza parte

April21

Eccoci alla terza parte di questo racconto di marketing. Se non le avete lette qui trovate le prima e la seconda parte.

Come promesso, vediamo cosa hanno fatto Gamma, Delta e Epsilon.

Gamma, rivoluzione di nicchia e alleanza con Alfa

Gamma ha una strategia molto differenziante, ma anche molto limitante in termini di numeri.

Infatti il prodotto è basato su un’interfaccia browser, quindi non è un software vero e proprio, ma un servizio con funzioni di software. Il termine tecnico è ASP, Application Service Provider.

Chi ama questa soluzione, la trova l’unica sensata e possibile. Chi non la gradisce la detesta, considerandola al più una curiosità irrilevante, non “vero” software, non adatta a risolvere il problema.

Il principale vantaggio di Gamma è il costo di utilizzo che sembra notevolmente più basso e che non richiede computer particolarmente potenti (infatti viene molto usato dai ceti più popolari della base utenti, ma non esclusivamente).

Cosa è successo nella guerra di marketing? Succede che Alfa ha promosso un bundle (vendita abbinata) del suo prodotto con il servizio di Gamma. Questo ha avuto un duplice scopo: da un lato ha comunicato che Alfa è attenta a tutte le esigenze, anche di chi non gradisce il software tradizionale, dall’altro ha consentito ad Alfa di usare la promozione che Gamma fa per promuovere anche il suo prodotto.

Questa mossa, all’apparenza semplice, si rivelerà l’elemento che farà la differenza nella guerra di marketing, almeno come quota di mercato.

Delta, innovazione senza rivoluzione

Anche Delta è una marca che si distingue, con una nicchia precisa. E’ un software moderno e focalizzato sulla chiarezza d’uso e sulla scelta di focalizzarsi su alcune funzioni specifiche.

Alcune funzioni di Delta infatti sono peculiari del suo prodotto e vanno a soddisfare esigenze che sono particolarmente mal gestite dal prodotto Alfa. Quindi in qualche modo Alfa e Delta sono agli estremi opposti del mercato, anche se le quote e la forza della marca sono molto diverse.

In maniera analoga ad Alfa, anche Beta decide di fare una partnership con un prodotto di nicchia, scegliendo Delta, che si rivolte a clienti simili, ma non proprio identici.

A differenza della partnership Alfa – Gamma, la partnership Beta – Delta sarà sempre poco chiara per gli utenti, entrambe le marche preoccupate di mantenere ben distinte le loro identità. Invece, Beta avrebbe potuto sfruttare molto di più questo accordo, come accordo strategico e aggiunta al suo prodotto delle funzionalità peculiari di Delta. In questo modo, la versione 4.0 avrebbe comunicato dei benefit abbastanza esclusivi e fortemente competitivi nei confronti di Alfa.

Questa “mancata alleanza realmente strategica” delle due brand penalizzerà soprattutto Beta, mentre Delta si gioverà della promozione e “ufficializzazione” del suo software, per conquistare quote di mercato.

Epsilon, il disastro della supernicchia

Epsilon è l’unica marca in questo mercato specializzata per il Macintosh. Ha quindi un tipo di clienti sostanzialmente diversi da tutte le altre marche (assolutamente differenti da quelli che preferiscono Alfa).

Finora, però, Epsilon era vista come “la versione per Mac” del prodotto di Beta (anche se in realtà sono due prodotti differenti) perchè c’era una perfetta compatibilità dei file e promozione incrociata.

Con la versione 4.0 di Beta, Epsilon si trova isolata, non potendo creare una nuova versione compatibile, soprattutto perché avrebbe significato rinunciare a funzionalità e all’interfaccia tipicamente Macintosh e quindi con il timore di scontentare i propri affezionati clienti.

Cosa ha fatto Epsilon in questa situazione? Ha continuato a promuovere il suo posizionamento “l’unica per Macintosh” senza rendersi conto che, in un mercato dove Windows la fa da padrone e dove è necessario almeno poter scambiare i file con i leader del mercato, questa strategia le avrebbe fatto perdere quote di mercato nella sua nicchia.

Il che è avvenuto. Parte degli utenti di Epsilon hanno deciso – anche se un po’ a malincuore – di migrare al prodotto Beta (con software di emulazione Windows sui loro Macintosh). Parte degli utenti, invece hanno valutato la prova gratuita del servizio Gamma e poi sono migrati a quella soluzione.

Come è andata a finire

Dovreste avere già un’idea di come è andata a finire.

  1. Alfa ha conquistato la leadership del mercato e il suo prodotto è stato installato di default su tutti i nuovi PC basati su Windows. Questi significa che gli utenti di PC avranno subito il software di Alfa per le funzioni di cui hanno bisogno. E avranno difficoltà a usare software concorrenti, perché devono disinstallare il software Alfa, un processo complesso e non alla portata dell’utente medio.
  2. Beta ha mantenuto grosso modo la sua base di utenti e il suo potenziale di vendita, decisamente più basse di quelle di Alfa oggi e di quelle che aveva con la versione precedente. I problemi della versione 4.0 non aiuteranno certo gli utenti a usare il prodotto in alternativa a quello di Alfa e probabilmente molti staranno alla finestra attendendo una versione 5.0 che sembra già in lavorazione.
  3. Gamma è stata determinante per la conquista della leadership di Alfa. Infatti i suoi utenti, pur restando estremamente fedeli alla soluzione ASP hanno comunque promosso le vendite di Alfa, almeno in versione di prova gratuita 30 giorni. In più, Gamma ha conquistato una parte di utenti di Epsilon che, insoddisfatti dalla sostanziale mancata evoluzione del loro software, sono stati affascinati dal rivoluzionario sistema di Gamma, utilizzabile anche con il Macintosh, grazie proprio alla scelta “browser based”.
  4. Delta ha anche lei conquistato quote di mercato, convincendo chi era già potenziale cliente, ma non aveva ancora acquistato grazie all’accordo di partnership con Beta. Questa scelta tuttavia penalizza oggi il potenziale di crescita di Delta perché per scelta non è compatibile con il software di Alfa, oggi leader di mercato. Non è escluso che la partnership finisca e che Delta torni sul mercato da sola
  5. Epsilon è oggi una marca in grossa difficoltà. Come marca “guerrigliera” (invito a leggere Marketing Warfare per capire cosa è una marca guerrigliera) che ha perso clienti nella propria nicchia di mercato, deve urgentemente rivedere le proprie strategie. I suoi plus rimangono il fatto di essere l’unico software specifico per Macintosh, ma la strategia isolazionista non ha pagato e non potrà neanche in futuro.

Cosa possiamo imparare da questa storia

Questa guerra di marketing può insegnare alcune cose, valide non solo per il mercato del software, ma in generale:

  • mai “non considerare” il nemico e le sue mosse, ma mettere in atto il più efficacemente e rapidamente possibile delle contromosse, prima che sia troppo tardi
  • quando il tuo avversario ha più risorse di te, devi scegliere una strategia più ficcante, non puoi permettertene una blanda
  • non sottovalutare la forza del passaparola e di una base utenti fedele, entusiasta e motivata a promuoverti
  • se si sceglie di fare una partnership bisogna usarla, altrimenti distoglie solo energie e defocalizza
  • tutto è marketing

E ora…

E ora, immagino che vorrete sapere chi sono le 5 marche protagoniste di questa guerra di marketing.

Siete pronti? Siete pronti a una sorpresa?

Ok, cliccate qui.

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Tutto è marketing – seconda parte

April19

Se per qualche motivo vi siete persi la prima parte, leggetela qua.

Vediamo come è andata.

L’attacco di Alfa a Beta con la strategia “FUD”

Alfa ha usato una strategia volta a mettere in cattiva luce le performance del prodotto di Beta.

Ha ovviamente puntato sul fatto che la nuova versione non era ancora a posto e che non era completamente compatibile con la precedente e che in generale il sistema Beta + Epsilon ora scontentava i propri utenti senza vantaggi apprezzabili. Il che era in parte vero.

Ma Alfa ha fatto di più. Ha attaccato anche le prestazioni del prodotto Beta in generale citando ricerche e benchmark e clienti insoddisfatti. A ogni prestazione di Beta, ha messo a confronto una o meglio più di una prestazione del suo prodotto. In questo modo ha generato “FUD”.

“FUD” è l’acronimo di “Fear, Uncertainty & Doubt” (Paura, Incertezza e Dubbio) ed è la strategia usata da IBM negli anni 60 e 70 per combattere i concorrenti. Quando un concorrente annunciava una nuova caratteristica non presente nel software o hardware IBM, IBM cominciava a promuovere presso i clienti e potenziali la FUD sull’acquisto di quel nuovo prodotto? Come? Semplicemente suggerendo che poteva non essere compatibile perché non abbastanza testato e poi che IBM stava per lanciare un nuovo prodotto con caratteristiche ancora superiori.

Questa seconda strategia è stata usata con grande successo da Larry Ellison, il fondatore di Oracle, per eliminare i concorrenti. Oracle veniva promosso sempre come il migliore e quando un concorrente usciva con un prodotto migliore Oracle diceva “noi siamo lo standard, non cercare avventure, ora il nostro prodotto esce con la funzione A, ma anche B e C”.

Quindi Alfa ha attaccato Beta sul suo prodotto, sulla sua capacità di innovare e di creare prodotti funzionanti, sui problemi delle versioni precedenti (ma tutti i software hanno problemi ovviamente) e sui clienti insoddisfatti. Addirittura, sul fatto che il prodotto fosse da troppo tempo sul mercato e quindi vecchio. Ma la realtà era che il prodotto 4.0 di Beta era assolutamente nuovo mentre il prodotto Alfa era sostanzialmente un prodotto vecchio con un vestito nuovo.

In più, Alfa ha usato le sue dimensioni, come azienda capace di innovare ed essere leader in tanti campi oltre al software. E ha messo in atto una campagna di marketing senza badare a spese.

Dal punto di vista militare, Alfa ha messo in atto un attacco frontale con tutte le risorse a disposizione, come fece Eisenhower nello sbarco in Normandia.

Beta avrebbe potuto resistere? Probabilmente sì perché la difesa in guerra ha un vantaggio di 3 a 1. E inoltre Alfa aveva i suoi punti deboli che inevitabilmente si erano scoperti con l’attacco.

Ma Beta non ha fatto così.

Beta ha sottovalutato l’attacco di Alfa, confidando nelle sue fortificazioni.

Come fecero i francesi nel 1940, quando sottovalutarono la forza delle armate di panzer del generale Guderian, Beta ha sottovalutato la forza dell’attacco di Alfa, fidandosi della sua posizione costruita in anni di lavoro e clienti soddisfatti. Ma non ha considerato che l’indebolimento causato dai problemi della versione 4.0 era strutturale e ha sottovalutato l’effetto della mancata compatibilità con il prodotto Epsilon.

Beta ha fatto l’errore più grande che possa fare un generale militare e un generale di marketing: ha manovrato come se il concorrente non esistesse e non stesse attaccando.

Beta non ha reagito agli attacchi di Alfa che erano facilmente smontabili perché Alfa ha un prodotto sicuramente non migliore, anzi decisamente vecchio come progettazione, ma via via fuso con prodotti terzi per aggiungere prestazioni a scapito dell’affidabilità. Sono infatti molti i bug del prodotto Alfa che vengono risolti man mano. Ma il prodotto ha una marca famosa, un’ottima interfaccia e una strategia di vendita professionale (che manca a Beta, società gestita da softwaristi).

Beta ha fatto una campagna marketing abbastanza anonima e rivolta ai tecnici, promuovendo soprattutto il fatto che questa era una versione 4.0 e totalmente rinnovata. Ma non ha mai usato una strategia di comparazione che l’avrebbe vista probabilmente vincente.

Anche la mossa in sé brillante di creare una compatibilità con il prodotto Delta non è stata adeguatamente utilizzata per far capire i vantaggi della nuova versione di Beta. Anzi, nel timore che l’innovazione presente nel prodotto Delta sconcertasse gli utenti tradizionali di Beta, la comunicazione su questa compatibilità è stata tenuta abbastanza in sordina.

Con questa strategia, Beta ha lasciato che l’attacco FUD di Alfa si svolgesse appieno.

E Gamma, Delta e Epsilon?

Come si sono inserite queste marche nella guerra di marketing in corso?

Ve lo dico lunedì. :-)

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Tutto è marketing – prima parte

April18

Oggi sono andato nelle Langhe. Non ho più l’auto, ma qualche volta l’affitto per andare dove mi serve. Non mi manca, ma mi manca il viaggiare in autostrada, perché quando viaggio in autostrada penso.

E così oggi, guidando, ho pensato a questo post, un po’ bizzarro.

In questo post parlerò di marketing warfare, la “guerra di marketing”.

Vi devo dire che lo studio del marketing usando un modello militare è un po’ la mia passione.

Questo modello è stato sviluppato da Al Ries e Jack Trout nel loro libro Marketing Warfare (tradotto in italiano negli anni Ottanta, ma ora fuori catalogo, peccato).

E’ affascinante vedere come questo modello funziona splendidamente per spiegare successi e fallimenti del marketing. E, ovviamente, per creare nuove strategie.

In guerra bisogna conquistare del territorio ed eliminare il nemico. Nel marketing bisogna conquistare la mente del potenziale cliente ed eliminare dalla sua mente il potenziale nemico. Quindi le guerre di marketing si combattono nella mente.

Non molto tempo fa, è stata combattuta una “guerra di marketing” nel settore del software. E di questa guerra vi parlerò in questo e nel prossimo post che pubblicherò domani.

E a voi cosa interessa? Vedrete che vi interessa.

  • mostra come spesso le marche non si rendono conto degli avversari e del mercato e sperano di ottenere dei vantaggi grazie allo Spirito Santo
  • vi fa riflettere sulla forza dei prodotti di nicchia, anche se non possono competere con quelli generalisti come quote di mercato
  • soprattutto, ciò che vi racconterò potrete applicarlo ad altri ambiti, come vedrete

In realtà, alla fine di questa storia c’è una lettura molto attuale che vi invito a scoprire con un piccolo gioco.

Volete conoscere questa “battaglia di marketing”? Prometto che non sarò noioso. Seguitemi.

Lo scenario

Abbiamo 5 marche di software con 5 prodotti, che competono nello stesso mercato. Le 5 marche hanno caratteristiche e dimensioni differenti, ma i loro prodotti – almeno in teoria – svolgono lo stesso compito. Quattro marche funzionano sotto Windows e una con il sistema operativo Mac.

Per ora le chiameremo Alfa, Beta, Gamma, Delta ed Epsilon. Alla fine della case history vi svelerò i nomi veri.

La marca Alfa

La marca Alfa, assieme alla marca Beta è il leader del mercato. Prima di questa guerra di marketing, effettivamente non si sapeva chi era il leader. Dopo questa guerra, sarà chiaro.

La marca Alfa non compete solo in questo mercato, ma in moltissimi altri settori del software e anche dell’hardware. E’ quello che gli americani chiamano “the 800 pound gorilla”. Insomma un gigante dalle risorse finanziarie sterminate.

In generale, il software della marca Alfa non è mai ben visto dagli analisti e spesso anche gli utenti sono costretti a fare degli upgrade perchè si scoprono bug o vulnerabilità. Inoltre, la marca Alfa lancia continuamente nuove versioni del software che costringono gli utenti ad aggiornarlo con regolarità.

La marca Alfa investe molto in pubblicità e in promozione vendite e distribuzione.

Si presenta come “la marca di software leader e amica di tutti”.

La marca Beta

La marca Beta, in teoria è il leader riconosciuto del mercato. Ha un prodotto che nella versione precedente è molto utilizzato, lo potremmo definire un “classico”.

Tuttavia, ora ha deciso di lanciare una versione 4.0 sicuramente migliorata, ma non ben compatibile con la precedente. Non legge bene i file e non comunica più con la marca Epsilon che ha funzioni simili, ma per Mac e permette così agli utenti Mac di usare gli stessi file. Questa incompatibilità causerà problemi a entrambe le marche in questa “battaglia di marketing”.

Il problema reale è che questa nuova versione di Beta non porta benefici molto visibili agli utenti, a parte un’interfaccia resa più pulita rispetto al passato, ma per alcuni un po’ banale. In realtà il software è stato riscritto e reso più moderno e versatile, ma probabilmente necessitava di più tempo per il debug. Invece si è usciti con una versione “di transizione”.

Queste modifiche sconcerteranno diversi utenti affezionati e una parte di loro migrerà alla marca Gamma.

La marca Beta non ha le risorse e neanche le capacità di marketing della marca Alfa e questo si rivelerà fatale. Tuttavia, crede molto nel fatto che è uno standard con un’ampia quota di mercato.

Si presenta come “la marca di software standard di mercato, ma ora rinnovata”.

La marca Gamma

La marca Gamma, non ha un prodotto software standard, ma uno basato su un browser. L’interfaccia quindi è molto meno elegante rispetto agli altri due prodotti e anzi, decisamente grezza rispetto allo standard.

Però ha il vantaggio di essere focalizzata su alcune funzioni chiave che interessano agli utenti tanto che ha una base di utilizzatori fedelissimi che considerano gli altri software come “spreconi di risorse macchina e troppo costosi”. Gli utenti di Gamma sono molto attenti al rapporto qualità/prezzo e al prezzo in generale.

Infatti una delle caratteristiche del prodotto della marca Gamma è la percezione di prezzo basso, anche se il costo totale di gestione in realtà non si discosta da quello degli altri prodotti.

La marca Gamma non investe in pubblicità, ma usa assai bene Internet e il passaparola per creare una base di “promotori” che consigliano il prodotto a parenti ed amici.

Si presenta come “il software rivoluzionario perché basato sul web, efficace ed economico”.

La marca Delta

La marca Delta è una marca relativamente nuova, proveniente da un settore diverso dal software che ha creato un prodotto con caratteristiche di semplicità e affidabilità.

Rimane un prodotto di nicchia, ma con un numero di utilizzatori via via crescente.

Alcuni utenti tradizionali non gradiscono il prodotto della marca Delta perchè il background di questa marca non è il software e quindi viene considerata “non professionale” da diversi utenti.

Nello specifico, la marca Delta ha combattuto diversi anni addietro con la marca Alfa in un settore diverso dal software (come detto la marca Alfa compete in molti mercati) e tra le due aziende c’è una rivalità che continua nel mercato del software.

Nei primi tempi di questa battaglia di software, la marca Beta, con una mossa a sorpresa, ha reso il suo prodotto compatibile con la marca Delta per acquisire gli utenti che apprezzano le caratteristiche della marca Delta.

Come la marca Gamma, anche la marca Delta praticamente non investe in pubblicità ma con un passaparola, anche se molto più discreto e meno “push” di quello della marca Gamma.

Si presenta come “la marca di software innovativa, affidabile e performante”.

La marca Epsilon

La marca Epsilon, rivendica la sua indipendenza e il suo focus sulla piattaforma Mac. Questo significa che la sua quota di mercato si è assottigliata sempre più nel corso degli anni (paradossalmente, il suo prodotto è il più vecchio sul mercato e ha subito modifiche non sostanziali).

Un elemento importante era la compatibilità con il prodotto Beta che rendeva efficace l’accoppiata BetaEpsilon. Ora che questa compatibilità non c’è più la marca Epsilon, si trova con un mercato estremamente piccolo. Non solo, una parte dei suoi utenti sono rimasti affascinati dall’offerta della marca Gamma, (prodotto web based) e stanno migrando su quella soluzione.

L’entità di questo spostamento e quindi di questo danno alla marca Epsilon, si vedrà alla fine della guerra di marketing, mettendo in grossa crisi la marca Epsilon.

Si presenta come “l’unica marca di software del settore che funziona per il Macintosh”.

Questo è lo scenario.

  • Cosa è successo nella guerra di marketing?
  • Quale strategia ha usato la marca Alfa?
  • Come ha risposto la marca Beta?
  • In che modo la marca Gamma è stata determinante per il risultato della guerra?
  • E la marca Delta che vantaggi ha ottenuto?
  • E cosa è successo alla marca Epsilon che è stata attaccata proprio nella sua nicchia?

Se tutte queste risposte vi interessano e – soprattutto – volete sapere l’elemento sorprendente di questa guerra di marketing (e i veri nomi delle 5 marche) vi aspetto domani su questo blog!

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Che Qassia è?

April15

Anna Lombardini, un’amica di Internet, mi segnala Qassia.

Che è Qassia?

E’ un network di “intelligenze”. In pratica un (ennesimo) social network in cui ognuno dà il suo sapere in forma di “intel” (chissà se Intel è contenta, dubito). Sai qualcosa, qualunque cosa? Scrivilo su Qassia.

Vorrei dire la mia su Qassia e in generale sui social network.

Nello specifico mi pare un’idea carina, anche se il modello di business sa molto di inizio anni 2000: faccio un network, aggrego tanta gente, poi vendo tutto a qualcuno. Ne parlavano Hagel e Armstrong in un libro del 1997, Net Gain – Creare nuovi mercati con Internet.

Ha funzionato bene per i creatori di MySpace e Facebook spinti dalla “bolla” del web 2.0. Secondo me è una bolla, ne ho viste in questi anni di rivoluzioni tecnologiche che duravano qualche anno e poi crollavano.

Perché i fondamentali sono sempre gli stessi, e si riassumono nelle stesse tre parole: marketing, marketing, marketing.

L’idea di “usare” i social network per far crescere il proprio traffico su Google mi pare una realtà di breve periodo. Dico queste cose controcorrente, il web 2.0 è oggi come la mamma o il Presidente della Repubblica (già sul Papa le opinioni sono discordanti… vabbè, anche sul Presidente… ok, ok, non avventuriamoci su questo terreno). Comunque il web 2.0 è oggi quasi sacro. Chi non lavora su blog e altre diavolerie per aumentare la propria popolarità sembrerebbe destinato all’oblio. Io non credo che sia proprio così.

Meno male che non lavoro più nel mondo dell’Internet “business” sennò mi sarei dovuto sorbire decine di pippe dei managerini di turno per creare “properties web 2.0 per leveragerare la nostra brand equity”. Vaffanculo.

Nello specifico Qassia magari è anche una buona idea, lascio a voi di darci un’occhiata e valutare (potete anche guadagnarci soldi, ma non ho capito bene come).

Il punto è: chi me lo fa fare o ve lo fa fare di mettere contenuti per riempire il mio account su Qassia, cosicché la gente dice “che bravo” e divento popolare? Quanti contenuti devo metterci (scritti e in inglese, per lo più)? Qualche decina? Meglio qualche centinaio? E dove lo trovo il tempo e la voglia?

Se ho contenuti buoni, tanto vale che li assembli in un prodotto.

Attenzione amici. La rete è piena di questa simpatica idea del contenuto. Crea contenuto, così il tuo blog cresce. Crea contenuto così diventi popolare. Linka, scrivi, fatti il culo e avrai.

Avrai cosa?

Cosa succede se Shiresh, il chief programmer indiano che sta gestendo l’algoritmo di Google che gestisce la popolarità derivante dai social network decide di cambiare il parametro _SocNtwkPop nella funzione di libreria MakeContentRelevant(_SocNtwkPop) per collegarlo alla libreria VideoCntntAzaki_param che gestisce l’analisi della rilevanza sui video YouTube?

Succede che il tuo sito sparisce di nuovo dalla prima pagina o scende di posizione o… non so che cosa. Ma basare il marketing sulle routine del Pagerank mi pare medioevale. Magia nera. Credenze popolari. Streghe, maghi e folletti digitali.

Domandatevi se tutta questa storia del contenuto ha per voi un senso. Se vi piace crearlo, se ne avete, se siete pronti a lavorare per un risultato incerto nel tempo e nelle dimensioni.

ATTENZIONE! Non sto dicendo che un business basato sul contenuto come Adsense – vi consiglio di iscrivervi all’eccezionale corso gratuito di Silvio Carracini – non ha senso. Usare contenuto per fare soldi con Adsense ha molto senso.

Ma ho i miei dubbi sul contenuto come strumento di promozione di altri business.

Domandatevi in generale se ciò che dicono tutti ha senso. O se, magari, non è l’esatto opposto. Domenica sera, su Report, ho scoperto che l’agricoltura biologica rende spesso più dell’agricoltura industriale. Come non dicono i produttori industriali di fertilizzanti, sementi eccetera. Come dice invece la mia amica Elena del Cornale. Matrix rules, always.

Whenever you find that you are on the side of the majority, it is time to reform. —Mark Twain

Quando ti trovi d’accordo con la maggioranza, domandati se sei nel giusto.