The Internet Money Game

Che Qassia è?

April15

Anna Lombardini, un’amica di Internet, mi segnala Qassia.

Che è Qassia?

E’ un network di “intelligenze”. In pratica un (ennesimo) social network in cui ognuno dà il suo sapere in forma di “intel” (chissà se Intel è contenta, dubito). Sai qualcosa, qualunque cosa? Scrivilo su Qassia.

Vorrei dire la mia su Qassia e in generale sui social network.

Nello specifico mi pare un’idea carina, anche se il modello di business sa molto di inizio anni 2000: faccio un network, aggrego tanta gente, poi vendo tutto a qualcuno. Ne parlavano Hagel e Armstrong in un libro del 1997, Net Gain – Creare nuovi mercati con Internet.

Ha funzionato bene per i creatori di MySpace e Facebook spinti dalla “bolla” del web 2.0. Secondo me è una bolla, ne ho viste in questi anni di rivoluzioni tecnologiche che duravano qualche anno e poi crollavano.

Perché i fondamentali sono sempre gli stessi, e si riassumono nelle stesse tre parole: marketing, marketing, marketing.

L’idea di “usare” i social network per far crescere il proprio traffico su Google mi pare una realtà di breve periodo. Dico queste cose controcorrente, il web 2.0 è oggi come la mamma o il Presidente della Repubblica (già sul Papa le opinioni sono discordanti… vabbè, anche sul Presidente… ok, ok, non avventuriamoci su questo terreno). Comunque il web 2.0 è oggi quasi sacro. Chi non lavora su blog e altre diavolerie per aumentare la propria popolarità sembrerebbe destinato all’oblio. Io non credo che sia proprio così.

Meno male che non lavoro più nel mondo dell’Internet “business” sennò mi sarei dovuto sorbire decine di pippe dei managerini di turno per creare “properties web 2.0 per leveragerare la nostra brand equity”. Vaffanculo.

Nello specifico Qassia magari è anche una buona idea, lascio a voi di darci un’occhiata e valutare (potete anche guadagnarci soldi, ma non ho capito bene come).

Il punto è: chi me lo fa fare o ve lo fa fare di mettere contenuti per riempire il mio account su Qassia, cosicché la gente dice “che bravo” e divento popolare? Quanti contenuti devo metterci (scritti e in inglese, per lo più)? Qualche decina? Meglio qualche centinaio? E dove lo trovo il tempo e la voglia?

Se ho contenuti buoni, tanto vale che li assembli in un prodotto.

Attenzione amici. La rete è piena di questa simpatica idea del contenuto. Crea contenuto, così il tuo blog cresce. Crea contenuto così diventi popolare. Linka, scrivi, fatti il culo e avrai.

Avrai cosa?

Cosa succede se Shiresh, il chief programmer indiano che sta gestendo l’algoritmo di Google che gestisce la popolarità derivante dai social network decide di cambiare il parametro _SocNtwkPop nella funzione di libreria MakeContentRelevant(_SocNtwkPop) per collegarlo alla libreria VideoCntntAzaki_param che gestisce l’analisi della rilevanza sui video YouTube?

Succede che il tuo sito sparisce di nuovo dalla prima pagina o scende di posizione o… non so che cosa. Ma basare il marketing sulle routine del Pagerank mi pare medioevale. Magia nera. Credenze popolari. Streghe, maghi e folletti digitali.

Domandatevi se tutta questa storia del contenuto ha per voi un senso. Se vi piace crearlo, se ne avete, se siete pronti a lavorare per un risultato incerto nel tempo e nelle dimensioni.

ATTENZIONE! Non sto dicendo che un business basato sul contenuto come Adsense – vi consiglio di iscrivervi all’eccezionale corso gratuito di Silvio Carracini – non ha senso. Usare contenuto per fare soldi con Adsense ha molto senso.

Ma ho i miei dubbi sul contenuto come strumento di promozione di altri business.

Domandatevi in generale se ciò che dicono tutti ha senso. O se, magari, non è l’esatto opposto. Domenica sera, su Report, ho scoperto che l’agricoltura biologica rende spesso più dell’agricoltura industriale. Come non dicono i produttori industriali di fertilizzanti, sementi eccetera. Come dice invece la mia amica Elena del Cornale. Matrix rules, always.

Whenever you find that you are on the side of the majority, it is time to reform. —Mark Twain

Quando ti trovi d’accordo con la maggioranza, domandati se sei nel giusto.

Cosa stai cercando di fare?

April14

“Cosa stai cercando di fare?”

Mi sveglio con la dolce melodia del camion della spazzatura che sta svuotando la campana dei vetri. Craaaassshhhhhh!

“E’ lunedì” mi dico, ma poi continuo a inseguire il sogno. Che fugge lontano, sapete come succede, rimane solo questa frase.

“Cosa stai cercando di fare?”

“Strano lunedì” penso. Ettore non va a scuola non c’è la solita gita in scooter delle 7:45, non c’è il solito bar, oggi si può stare a casa a dormire. Ormai, ragazzi, non mi ricordo più che sono un privilegiato, che mi alzo presto solo perché amo portare a scuola il mio ragazzo e poi passare qualche ora al bar a leggere o a lavorare sul computer.

Oggi questa confortevole routine mi manca un po’, anzi parecchio.

Anche perché (piccolo brivido mentre lo scrivo), oggi ho deciso di mettere a posto il mio studio fusion, cioè un misto di studio e sgabuzzino. Lo sgabuzzino sta decisamente prendendo il sopravvento, ieri non ho trovato un documento che mi serviva, insomma…

“Cosa stai cercando di fare?”

Appena sveglio, ancora nel dormiveglia, mi sembrava una di quelle frasi che risolvono la vita, semplici e insieme profonde. Quelle frasi che si trovano nei libri di PNL o di sviluppo personale, tipo Cosa stai cercando di fare? Le domande che puoi usare per vivere la vita che vuoi.

Però, man mano che passa il tempo e che mi sveglio, questa domanda sembra sempre più banale e vuota di significati profondi.

Perché?

E’ forse perchè appena svegli è il potente e misterioso subconscio che comanda e poi, via via, prende il sopravvento il conscio con le sue limitazioni e le sue convinzioni limitanti?

Se fosse così, come mantenere viva la forza del subconscio che ci governa mentre dormiamo e che riusciamo a vedere per pochi attimi appena svegli?

“Cosa stai cercando di fare?”

Oggi userò questa domanda così, vediamo come funziona. Se era sogno, subconscio o semplicemente il desiderio di cercare significati al di là di ciò che è. Un po’ come quando, guardando un grafico di trading, si decide che il trade è perfetto anche se non lo è, perché si vuole che sia così.

Se volete, fatelo anche voi e scrivetemi cosa è successo.

Nota: niente immagine per questo post. Che la forza delle nude parole sia con voi.

Casa De Veglia, mattina

March19

Ore 6:00

Il gatto mi sveglia con le unghiette perché ha fame. Se non avete un gatto non potete capire cosa significa il miao di prima mattina. Però amo i gatti, non sono proprio animali, sono cyborg pelosi. Non so dove ho letto che l’amore degli animali di compagnia è l’amore più puro e assoluto. Non saprei, ma è bello accarezzare il gatto, sentire che fa ron ron e grattargli la testolina. Alle 6 di mattina però vorrei squoiarlo.

Ore 6:12

Vado a guardare la mia piattaforma FOREX per vedere se i trade che ho messo durante la notte hanno funzionato. Sono andati tutti due “a bagno” (non hanno funzionato), ma avevo messo uno stop un po’ altino cosi’ mi sono fumato 2000 euro mentre dormivo. Merda. MENO MALE CHE SONO VIRTUALI.

Ore 6:30

Me ne torno a letto con il libro delle Japanese Candlesticks per fissarmi alla mente le figure di inversione, voglio provare a trovarle sui grafici del FOREX per aiutarmi nelle decisioni. Le ho studiate nei mesi passati come esercizio mentale e ora che sto facendo trading mi rendo conto che non le uso, bisogna proprio che inizi. Bello l’Hammer e l’Hanging Man, fantastica la Dark Cloud Cover… mi farò una dormitina…

Ore 9:30

Mi sveglio e decido che può iniziare la giornata. Torno alla piattaforma FOREX e mi dico “ora fai un trade come dio comanda”. Trovo un ottimo break su EUR/USD e piazzo l’ordine. Dopo 5 minuti ho fatto già i 200 € che mi sono posto come obiettivo giornaliero quando inizierò a fare sul serio. Voglio vedere se il trade va avanti e metto un Take Profit e uno Stop Loss più in alto del prezzo d’acquisto: mal che vada guadagnerò poco. Chiudo la piattaforma e faccio colazione.

Ore 10:00

Guardo le email e rispondo. Mi telefona un partner per un seminario che farò in maggio e ci accordiamo sul da farsi. Apro la piattaforma FOREX e il trade è andato contro, ho fatto solo 60 €. Amen. Guardo un po’ di valute e decido che per questa mattina basta FOREX, ho un sacco di cose da fare.

Ore 11:00

Mentre sto lavorando per il seminario Internet Money, via Messenger mi scrive la persona che mi gestisce il customer service di un sito e mi dice che non riesce più ad accedere. Il sito è offline. Aaaargh. Faccio un rapido controllo e scopro che tutti i siti su quel provider sono offline. Controllo ulteriore ed è un problema di Paypal: quando ho cancellato una carta di credito dal sistema, mi ha chiuso tutti gli abbonamenti. Però è una cazzata visto che gli abbonamenti dovrebbero scadere quando dovrebbero scadere. Email preoccupata al customer service, attendiamo sviluppi. Ho comunque messo in pausa le campagne Adwords, peccato che hanno speso soldi inutilmente per due giorni (il casino con Paypal è successo due giorni fa). Merda. In questo momento il mio reddito automatico si è ridotto del 60%. Speriamo di risolvere in giornata.

Ore 11:30

Ettore che è a casa per l’influenza, ma oggi sta bene, mi chiede se possiamo giocare alla guerra con i proiettili di gommapiuma. Subito dico “Ettore ho da lavorare parecchio”, ma poi penso “E che cazzo, non sono un infomarketer per questo?” e dico “Ok, dai facciamo una partitina”. Quattro partitine dopo e un sacco di risate (ha vinto lui, bastardo) guardo l’ora e siamo già a mezzogiorno. Quasi ora di preparare il pranzo.

Ore 12:05

Controllo di nuovo le email, soprattutto se è arrivata quella del customer service dei siti. Ma penso proprio che sposterò tutti i siti su un nuovo provider, questo è la seconda cazzata che mi combina. Provo a fare un bonifico dal mio conto online a uno nuovo, con il codice IBAN. Dopo 15 minuti di incazzatura perché i campi non corrispondono al codice che ho, mando un’email leggermente alterata alla banca chiedendo perché ç@%%& non riesco a fare sto bonifico. Inizio a lavorare sul file della sequenza di autoresponder che voglio lanciare oggi sul mio seminario di maggio (non Internet Money).

ore 12:56

Inizio a scrivere questo post e arriva l’ora di pranzo. Vado a preparare la pappa. Nessuna voglia, ma qualcosa inventerò. Controllo ancora se sono arrivate email importanti (host dell’ostia, fatti sentire!). Mi sa che scriverò anche un’email alla mia lista per questo post, che dite?

Ci sentiamo questa sera per raccontarvi come è andata la giornata.

Morali della mattina

  • Quando il tuo Internet Money è un business, trattalo come tale (e non usare host del cazzo che ti chiudono l’account per sbaglio)
  • Il FOREX è il modo più interessante che ho trovato per creare reddito con il computer. Non è automatico come l’Internet Money, ma è più veloce e più semplice
  • Appena potete, giocate con vostro figlio alla guerra con i proiettili di gommapiuma, invece di guardare la signora Filini in ufficio

Ho fatto il seminario Forex di Alfio Bardolla e vi dico che…

March17

L’uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere.
Boris Pasternak

Ieri (domenica) e oggi (lunedì) ho partecipato al seminario sul Forex tenuto da Alfio Bardolla.

Era un sacco di tempo che cincischiavo con il Forex, leggendo libri, aprendo un conto virtuale in cui avevo paura di cliccare, domandandomi “come si parte?” e, soprattutto, “ma che ci faccio io con questa roba?”.

Per fortuna, ho deciso di partecipare a questo seminario, nonostante Ettore fosse malato.

Beh, vi devo dire assolutamente che…

  • Alfio Bardolla è un gran trader. Si vede che conosce la materia, anche se sul Forex opera relativamente da poco tempo. Ma è come per i musicisti o i programmatori di computer: cambiano strumento, cambiano linguaggio di programmazione, ma ci mettono niente a essere bravi con il nuovo.
  • Alfio Bardolla è un grandissimo formatore. So cosa vuol dire gestire un seminario e cercare di insegnare ciò che si sa a una platea. E cosa significa insegnare una materia oscura e strana (Forex in questo caso, Internet Money nel mio). E vi posso dire che Alfio conosce veramente tutte le tecniche. Poiché sarò sullo stesso palco tra 3 settimane, ho preso appunti.
  • Il trading sul Forex è una cosa fantastica. In questi 3-4 mesi ho studiato il Forex, ma finché non ho messo le mani su una piattaforma e ho fatto qualche trade (tutti disastrosi, ma è logico, sto imparando), non mi rendevo conto di cosa significasse. E’ eccitante, entusiasmante, coinvolgente, liberante. Finché non provate a fare click e in 30 secondi guadagnare 450 Euro, non potete capire. Rispetto all’Internet Money ha il limite che non è automatico, ma la sensazione di controllo sulla propria vita (un leitmotiv che mi sta accompagnando sempre più insistentemente) è assoluta.

Ragazzi e ragazze, se volete essere liberi, potete farlo. Sia Internet Money o sia Forex (o immobili, o opzioni o business offline – anche se non sono la mia raccomandazione), potete farlo.

Dovete farlo.

Non potete restare tutta la vita a lavorare per qualcun altro. Tutta la vita a rimandare i sogni. Tutta la vita a limitare i vostri desideri.

Sarà facile? No. Sarà veloce? No. L’ostacolo più alto da superare siete voi stessi, i vostri limiti, le vostre paure, le vostre convinzioni. Lo so bene, ci combatto ogni giorno.

Però sentite questa: al seminario, proprio vicino a me, c’era un signore che per 15 anni ha fatto l’impiegato. Poi ha fatto il seminario di Trading in Opzioni e ha deciso di fare il trader full time. Si è licenziato. In un anno ha raddoppiato il suo tenore di vita.

Da parte mia, ciò che posso fare e voglio fare è darvi più esempi, mostrandovi concretamente cosa faccio, quali risultati ottengo (e non ottengo, quelli sono di più).

Nel prossimo post farò una panoramica delle cose su cui sto lavorando.

Ma sicuramente il trading sul Forex entra di prepotenza tra le mie macchine generatrici di reddito. (magari dovrei pensare a qualche infoprodotto sull’argomento… mumble mumble)

P.S. Una nota per il mio amico Gabriele che ha dato una mano ad Alfio sul palco. Bravo Gaber, sono contento di averti visto là sul palco, so che è stato un viaggio duro per arrivare là, specie dentro di te.)

The title of this post is written in English. Perchè?

March11

Sono al bar e sto finendo di leggere questo libro, Moonlighting on the Internet, di Yanik Silver.

E’ il primo libro di Yanik e, come tutti i suoi infoprodotti è un misto di buonsenso, normalità, poca voglia di lavorare e piccole trovate geniali.

Come sapete Yanik Silver è il mio guru preferito, forse perché è quello con cui ho un po’ di rapporto personale, ma anche perché è uno che passa 3 mesi sulla spiaggia in California portandosi un laptop e permettendosi una Aston Martin e un biglietto sul Virgin Galactic di Richard Branson.

Stavo chattando con un mio amico, esperto stratega interattivo (non so se e’ proprio questo che ha scritto sul suo biglietto da visita, ma è quello che fa) e contemporaneamente leggevo il libro, quando mi ha colpito questa frase di Andy Jenkins, che cura uno dei capitoli del libro, quello riguardante i Yahoo Stores.

Dice Andy Jenkins:

I don’t know what the U.S. Bureau of Labor Statistics says anymore about the median income for a middle-class family of four, but we’re probably at about double that with one store – and we have 49 sites out there that all sell something. So it’s bee good.

Lo so che gli Yahoo Stores non esistono per noi tapini in Italia, ma ve l’ha ordinato il dottore di NON aprire uno Yahoo Store in inglese e vendere al mondo?

Certo, non è alla portata di tutti, ma ve ne ho parlato per tre motivi:

  1. Perché mi ha colpito la scalabilità di un business Internet: Andy Jenkins e sua moglie gestiscono 49 business online mentre viaggiano e si godono la vita
  2. Perché è da diversi giorni che sto pensando a una frase del mio amico Alfio Bardolla sugli investimenti in opzioni: “Investo e insegno a investire sul mercato USA perché lì ci sono decine di migliaia di titoli, mentre sul mercato italiano solo poche decine”. E’ lo stesso per il business online qua in Italia e – avendo scritto il libro di riferimento sulle affiliazioni in Italia – lo so bene. Allora, why not to go global?
  3. Perché ho un’idea che mi frulla in capo da diverse settimane e ha a che fare con i libri in inglese che leggo e acquisto costantemente (ne ho contati 162 in biblioteca, la maggior parte di marketing). A tutti quelli a cui l’ho sottoposta è sembrata una buona idea e questo NON è un buon indizio :-)

Come dite? Non siete sicuri di aver capito bene cosa dice Andy Jenkins perché è in inglese? Vorreste una traduzione? Non avete la possibilità di acquistare e leggere libri in inglese? Però vi piacerebbe?

Stay tuned. Restate sintonizzati, presto vi propongo qualcosa di interessante.

Ex Post

March9

L’esperimento è finito.

E’ passata la settimana in cui mi sono imposto di scrivere nel blog più del solito, anche quello che mi capitava o mi veniva in testa.

Vediamo insieme (ex post, come direbbe un ricercatore) come è andata e facciamo insieme qualche riflessione.

E ricordiamoci sempre che Imagination is more important than knowledge.

(cosa c’entra Einstein? Beh, intanto Einstein c’entra sempre e poi visto che parliamo di esperimento e di risultati… ok ok un po’ banale…)

Ho capito che

  1. Non sarò mai un blogger molto prolifico. Ho scritto 6 post. Ammetto che forse avrei potuto scriverne 1 o 2 in più, ma comunque la media è 1 post al giorno. A fini di SEO non e’ nulla, ci vogliono almeno 5 post al giorno, con parole chiave e pensati per il posizionamento (possono però essere più corti dei miei). A fini di gloria e di Technorati (Technorati Profile), comunque è una frequenza troppo scarsa. D’altra parte, ragazzi, chi mi conosce mi ha sentito tante volte: non sono un fanatico dei blog.
  2. Però voi siete fantastici. Ho ricevuto 24 commenti. Questa è la parte del blog che mi piace, il dialogo. A me piace scrivere, ma scriverei anche per conto mio. Però mi affascina che mi leggiate e mi colpisce l’interazione con i lettori e nello specifico con i lettori di questo blog. Quindi commentate, commentate, commentate!
  3. L’email funziona alla grande. Shame on me, vergogna a me che la uso così raramente. Ho mandato un semplice messaggio tipo “ciao, come va, hai letto il blog ultimamente?”e il traffico è triplicato nei giorni successivi. Ci sono 468 iscritti alla mailing list e derivano tutti dal blog. E’ una lista minuscola per gli standard dell’Internet marketing. Ma il punto vero e tragico è che ho scritto 10 messaggi, meno di uno al mese (e 2 erano promozionali). Eppure so che la lista email è il vero asset di un internet marketer, the money is in the list, l’email funziona. Eppure io non l’ho praticamente usata, pur promuovendo l’uso dell’email e la creazione di mailing list a destra e a manca. Classico caso di rubinetto che perde a casa dell’idraulico?

Ha ancora senso questo blog? Questa è la domanda vera.

Il blog ha 1 anno e 11 giorni. 32 post più 2 bozze che probabilmente non completerò mai, idee rimaste là. Negli ultimi 3 mesi ci sono state una media di 1800 visite al mese con il giorno migliore 287 visite. Cioè circa ogni 20 minuti qualcuno viene su Internet Money Game a vedere cosa c’è scritto. Risultati minuscoli per chi vive di blog (cioè fa soldi con il traffico), ma lunsinghieri per il sottoscritto che i blog non li ha mai amato (infatti non li leggo).

Ma la domanda rimane: ha ancora senso questo blog?

Mi domando questo perché inizialmente pensavo che sarebbe stato più “tecnico”, con informazioni su cosa stavo facendo come persona che vive di Internet. Ma in realtà è un blog molto personale, in cui parlo raramente di Internet Money o Internet Marketing e parlo soprattutto di me.

A voi piace. A me, come lettore di blog, probabilmente no. Ho sempre considerato un po’ fighette quelli che scrivono blog e raccontano gli affari propri. Tipicamente 20enni e fancazzisti (o fanciulle sognatrici). Totalmente inutile.

Almeno così ho sempre pensato.

Però mi ritrovo dopo un anno a fare esattamente questo: scrivere sul mio blog (notate il corsivo) di quello che mi pare e in genere sono cose mie, più o meno private. Che il blogging mi abbia rapito e ottenebrato la ragione? Che sia diventato anch’io una fighetta? (è vero che mi faccio raramente la barba e senza sapone, ma ho un MacBook :-) ) Domande esistenzialiste di un over 40, la domenica mattina.

Diciamo che Internet Money Game ha completamente mancato l’obiettivo di parlarvi di come faccio i soldi online (forse perché non ne faccio tanti come vorrei, forse perché penso che tutto sommato sia abbastanza noioso raccontarvi le cose tecniche). E’ un classico blog tipo “oggi mi sono svegliato e mi sono grattato e il mio gatto ha fatto miao”, condito con un po’ di “la morale è” che ci sta sempre bene.

Ma qual’è l’evoluzione di Internet Money Game? Alcuni scenari.

  • Fine per consunzione. Alla fine, la mia avversità ai blog può avere il sopravvento, la frequenza di post si dirata finché un giorno il blog si spegne come l’occhio del Terminator. Non credo, perché, come ho detto all’inizio, mi piace il vostro feedback, sapere che mi leggete. Però avete visto, non scriverò mai molto.
  • Solo Internet Money. Mi concentro solo sugli aspetti tecnici (non necessariamente informatici) dell’Internet Money, come mi ha chiesto uno di voi (”più Internet Money”). Sembra logico, ma se non l’ho fatto finora, cosa mi spingerà a farlo ora?
  • Continua così, ma con più Internet Money. All’italiana, un colpo al cerchio e un colpo alla botte, senza un reale cambiamento. Non avevamo detto evoluzione?
  • Apro altri blog tematici. So, sembra assurdo, ma ogni tanto mi domando se non dovrei farlo. Da un lato, mi piacerebbe parlare della “libertà finanziaria”, quindi non solo Internet, ma anche trading, immobili e psicologia. Dall’altro mi piacerebbe parlare di marketing, anzi di direct response marketing. Per fortuna poi torno alla realtà, questo sviluppo mi pare il meno probabile.

Qual è lo scenario che vi piace di più? Cosa vi interessa di più? Scrivetemi i vostri commenti.

(Divertente, no, fare esperimenti?)

Il lavoro è una truffa

March7

Ecco, è questo che non mi è molto chiaro: perché dici che il lavoro è una truffa? – Marco Cannelli

Da questo scambio di email con il bravo Marco Cannelli, mi è venuto da buttare giù questo post, che riprende la mia risposta.

Perché dico che il lavoro è una truffa?

Perché ti fanno passare come una cosa normale che uno si alzi la mattina presto e lavori la maggior parte del giorno presso qualcuno per fargli guadagnare dei soldi.

Che abbia come obiettivo nella vita quello di diventare bravo in qualcosa così poi può vendere le sue ore e la sua vita.

Che lavori finché diventa vecchio, magari per decenni frustrato e poi finisca di lavorare e rimanga vecchio e rincoglionito per gli ultimi anni della sua vita.

Che passi la maggior parte della sua vita in un sistema di gerarchie che mortifica la libertà, l’individualità e la moralità. Per cosa? Per comprare cose, possibilmente a rate, così le paga tutta la vita e non può smettere di essere controllato dal sistema.

Vi sembra normale?

Dalla rivoluzione industriale e’ sempre stato cosi’: far passare per normale cio’ che normale non e’.

Cosa e’ normale?

E’ normale che l’uomo sfrutti la sua mente per avere tutto cio’ che gli serve con il minor dispendio di energia possibile.

E’ normale che preferisca l’amore e la crescita spirituale alla carriera.

E’ normale che si ribelli alla cravatta e al commuting mattiniero e alle lotte per un ufficio piu’ grande.

(L’ufficio e la fabbrica sono aberrazioni, ma vengono considerate normali)

E quando dici “trovati un lavoro che ami e non lavorerai per il resto della tua vita” (Confucio), da un lato dici qualcosa che e’ motivante, ma dall’altro dici qualcosa che e’ estremamente limitante.

Perche’ ti blocca in una scatola del “lavoro che ami”.

Ma si puo’ veramente amare il lavoro? Io l’amore lo lascerei alle persone, alla natura, a dio, al proprio gatto magari. Ma al lavoro?

Fin dal “sudore della fronte” di Adamo si perpetua la grande truffa del lavoro.

L’internet Money è lavoro?

L’Internet Money non è lavoro.

L’Internet Money è il modo più efficiente per creare dei “sistemi”, dei robot, degli schiavi virtuali che lavorano per te e generano soldi per te.

Certo che ci devi mettere del tuo per produrre denaro. Ma l’Internet Money, come nessun altro metodo che io conosca, ti permette di lavorare una volta e guadagnare per lungo tempo.

E’ come avere un’azienda o immobili in affitto, ma senza gli enormi investimenti e i grattacapi che questi sistemi richiedono.

Il trading è ancora più efficiente dell’Internet Money per guadagnare denaro, ma non ha il concetto di “lavora una volta, guadagna per sempre”. Un trade è un trade e poi passi al prossimo. Se smetti di fare trading non guadagni.

Un sito Internet, lo metti online e guadagna da solo, notte e giorno.

Ecco perché amo l’Internet Money (ma sto studiando il trading che ha dei vantaggi).

Ecco perché dico che il lavoro, quello dello stipendio, quello che ti definisce con una professione, è una truffa.

Persa a tavolino… no?

March4

Milan – Arsenal 0 – 2.

Certo, fa sempre una gran rabbia perdere una partita a tavolino.

Rabbia sorda, profonda, irresistibile.

Se scendi in campo, anche se l’altro è più forte, ci puoi provare e, in ogni caso, ci sei stato. Eri lì a lottare, a giocarti le tue chance.

Ma a tavolino no. A tavolino fa solo male. Perchè non si saprà mai veramente come poteva andare, chi era veramente più forte.

Forse l’Arsenal meritava? Forse. Ma se si fosse giocata, se le due squadre fossero scese in campo non ci sarebbero state scuse, si sarebbe visto veramente chi era il più forte. Forse l’Arsenal. Forse il Milan.

Così no. Rimane l’amaro in bocca di non aver potuto giocare questa partita. Persa a tavolino, per un capriccio della sorte. Questo non è calcio, è roulette russa.

(Mi dicono ora che non è stata persa a tavolino, ma che la partita si è giocata normalmente a San Siro. A me sembrava veramente che fosse persa a tavolino: cioè, l’ho guardata, ho visto solo l’Arsenal in campo e ho pensato…)

:-)

A Day in the Life (ok, morning…)

March4

(beccatevi questo se pensate che MTV abbia inventato i video, Berlusconi il controllo sui media e Cuffaro le clientele in Sicilia).

Il bello di un blog è che sei padrone assoluto di vita e di morte (sui post).

Questa mattina ho pensato che sarebbe stato molto divertente scrivere di tutto quello che ho fatto oggi. Pensieri, idee, attività. La giornata di un internet marketer.

Ora sono le 18:44 e la giornata è stata decisamente più incasinata del previsto, praticamente non sono mai stato al computer.

E quindi ho cambiato questo post e lo limito a raccontarvi la mia mattinata. Senza trucco e senza inganno. Come da esperimento.

Pronti? Via!

Ore 6:31

Mi alzo un po scoglionato. E’ il pensiero di andare in banca a risolvere un problema burocratico che mi assilla. Anche la pulizia dei denti alle 9 non è proprio il massimo. Né la visita cardiologica alle 14:30. Ho parecchie cose da fare, ma oggi sarò molto in giro, merda.

Però noto con piacere e con incredula meraviglia che non ho mal di schiena. Sono due notti che io e Ettore facciamo l’esperimento: io dormo nel suo letto con materasso in lattice e lui nel mio con materasso a molle. Io dico che il materasso a molle mi uccide (ma sotto sotto non ci voglio credere). Lui dice che è comodo. Dopo 2 notti posso dire che la differenza è enorme. Mi sa che devo proprio cambiare materasso.

Breve chat con Bernadette prima che lei vada a letto (a New York). Quella donna è la mia benedizione. Anche se i problemi sono tanti (come le miglia di distanza) mi sa proprio che è quella giusta.

Brevissima chat con Carlo che mi parla da un po’ di tempo di Finanzas Forex (ecco Carlo, ho messo il tuo link) un sistema per investire soldi nel Forex, senza fare trading, ma da niubbo. (Un po’ troppo da niubbo, secondo me, per questo non mi convince)

E’ ora di svegliare Ettore e portarlo a scuola.

Ore 8:07

Ho appena accompagnato Ettore a scuola e faccio una sosta al mio solito caffé. Non ho molto tempo perché alle 9 ho pulizia dei denti. Però faccio in tempo ad aprire il Mac, collegarmi alla rete Wifi e buttare giù lo schema dell’email che manderò oggi ai potenziali speaker di Internet Money, la nuova edizione del seminario che insegna come vivere, anche in Italia, l’Internet Money. La invierò nel pomeriggio, quando avrò completato gli altri appuntamenti.

Giusto il tempo di buttare giù uno schema e un cappuccino ed è dentist time :-(

Ore 9:00

Pulizia dei denti. Sono nervoso oggi, non il giorno ideale per la pulizia. Ma Simona è bravissima come sempre e alla fine del trattamento mi è tornato il buon umore. Anche tutte le cose da fare (banca in primis) non mi sembrano pesanti. Tanto che faccio pausa al caffé di fronte al dentista.

Direi proprio che la profondità di pulizia delle tasche gengivali è direttamente proporzionale al mio buon umore. Tutto sommato non era così fastidioso e ora sono molto più fiducioso per la salute dei miei denti. Basta poco, basta leggere le cose in modo diverso.

Ore 9:40

Caffé di fronte al dentista. Mi piace questo posto, è tranquillo e il barista ha quella gentilezza che si trova raramente. Soprattutto mi piace il bancone rivolto alla vetrina, stile Starbucks.

Sfoglio il Corriere, leggo una bella intervista a Pancho Pardi (così sapete come la penso se ci fosse stato ancora qualche dubbio, girotondi forever) e poi tiro fuori il libro che mi sta affascinando.

Premetto che questo libro è come una Glock 17. Leggero e letale insieme, non perdona e ti dà grande potere e sicurezza. L’autore sarebbe contento di questo confronto, pazzo com’è.

Time for a change – Richard Bandler. Il libro di Richard Bandler che non parla di PNL, è PNL. Lo leggo e faccio una sessione con Bandler, direttamente. Le sue parole entrano in me, mi mettono in trance, lavorano sui miei belief (o sono io a farlo, non ha importanza).

Irresistibile a pagina 30 il racconto degli alieni.

Se non lo volete leggere in inglese, lo trovate anche in italiano (Tempo di cambiare, IBS).

Ore 11:30

Ho ricevuto tre telefonate: rispettivamente il mio amico Stefano (medico che sta scoprendo il trading in valute e il wellness finanziario) Teresa (sul libro The Brain That Changes Itself e su una scuola a Toronto che applica le tecniche della plasticità cerebrale) e Marzio (responsabile della web agency con cui sto lavorando per un mio cliente).

Mi sono letto metà libro di Bandler, è ora che vada in banca per quello sporco lavoro. Tardi, ma sono di ottimo umore.

Ore 12:15

Ho finito tutto in banca, senza problemi, piece of cake. Mi faccio sempre delle pippe pazzesche quando si tratta di burocrazia, pagamenti e banche. Marco devi lavorare su questo.

Mentre entravo in banca mi è venuta una bella idea per il nome del nuovo progetto che ho in mente (ho controllato e il dominio è libero). E’ veramente una bella idea (lo dice anche Terry, il mio coach) e conto di farla partire dopo Pasqua. Vi racconterò. Diciamo che se vi interessano gli audiolibri, vi interesserà.

Ore 12:40

Rientro a casa e Ennio, il portiere (personaggio da film il portiere del nostro stabile) mi consegna un saccone bianco.

E’ arrivata la prima consegna dell’ordine che ho fatto una settimana fa ad Amazon!

E’ sempre Natale quando arriva il pacco di Amazon (nota mentale: devo contare quanti manuali ho acquistato in tutti questi anni, così, per curiosità…) e così lo apro subito.

Dentro trovo

Il primo libro è anche il primo libro di carta scritto da Yanik Silver, uno dei guru dell’Internet Money mondiale che ho avuto modo di conoscere e con il quale mi trovo bene.

Gli altri 3 libri sono nella bibliografia di 4-Hour Workweek, il libro di cui ho scritto ampiamente. Quel furbone di Ferriss, per scrivere la bibliografia secondo me ha usato pesantemente il sistema di recommedation di Amazon, perché ho trovato gli stessi libri seguendolo io stesso. Rimane il fatto che paiono interessanti (almeno dalle recensioni, non li ho ancora sfogliati).

Ore 13:24

Tra esattamente 6 minuti devo essere davanti a scuola di Ettore!

Mi prendo Monlighting on the Internet per quando dovrò attendere (ho due appuntamenti nel pomeriggio e non torno a casa) e scendo in strada.

Lo Scarabeo 150 è parcheggiato in modo molto buffo accanto a un gemello (pensavo di essere l’unico possessore) e guardato con curiosità dai vari tifosi dell’Arsenal che prendono il caffè in piazza S.Maria Beltrade. Sorry boys, ma stasera vi rulliamo. (ragazzi ho un figlio tifoso milanista, devo scriverlo per forza :-) )

Ok e quindi?

Come vedete gran pensare, leggere, fare commissioni, girare in moto. Ma… e lavorare?

Quello stamattina niente. Ci pensano i miei siti, per fortuna.

Questo è Internet Money.

Che differenza c’è tra un mentore e un coach?

March3

Come puoi insegnare a un’altra persona ciò che non sai fare neanche tu?

Risposta: non puoi, non sei un mentore se non l’hai fatto prima tu e puoi fungere da esempio.

Però puoi fare il coach.

Questa sottile, ma fondamentale distinzione è venuta fuori discutendo con Giulio Marsala.
Mentore è colui che ti può aiutare a raggiungere i tuoi obiettivi perché sa come raggiungerli, perché l’ha già fatto lui

Coach è colui che ti può aiutare a raggiungere i tuoi obiettivi perché sa aiutare a raggiungere obiettivi. Anche se non ha raggiunto quelli che vuoi raggiungere tu.

D’altra parte i coach sportivi non sono stati necessariamente dei grandi sportivi. Spesso erano delle seghe (non c’è anche il detto “Chi sa, fa. Chi non sa, insegna”?). Ma i bravi coach sanno come far raggiungere il traguardo allo sportivo o alla squadra che seguono.

Questa differenza è per me fondamentale, perché per molti anni sono stato angosciato dal modello del mentore. Ovvero ho sempre considerato un’unica entità mentore-coach.

E così pur amando insegnare e “accompagnarti alle porte della tua mente”, mi sono precluso tantissime opportunità di fare il coach, perché non avevo un’esperienza specifica sull’argomento o non l’avevo fatto prima io.

In qualche campo (marketing, copywriting, advertising, fare soldi online) posso fare sia il coach che il mentore.

Ma in altri che mi affascinano forse ancora di più (sviluppo personale, finanziario, problemi di relazione) potrò serenamente fare il coach. Come, per esempio, ho fatto recentemente in quest’occasione e siamo stati tutti molto contenti.

Mi rimane solo un problema da risolvere: come posso fare coaching e non smentire il mio motto “Lavora una volta e guadagna per sempre”?

Oh, beh, un modo si trova.

The doctor is IN.

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