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Terra terra

I dolci grappoli

Vi rendete conto che c’è un luogo dove mangi tutto quello e solo quello che coltivano loro? Ma intendo che mangi la pasta fatta in casa con la farina del loro grano! La verdura del loro orto. Il vino che fanno loro (e prende ottimi punteggi sulle riviste). Che le olive in salamoia le fa la mamma e anche il prosciutto sott’olio. Che purtroppo i salumi no, quelli li fanno con bestie di allevamenti vicini perchè sennò dovrebbero avere troppi maiali (detto un po’ scusandosi).

Tutto questo in un luogo incantato dove questa mattina si sentono richiami di uccelli e basta. E dolci colline coltivate in lontananza. E la camera è stupenda, la nuova ala di questo agriturismo è stata completata 2 settimane fa. Compreso un mosaico sul pavimento (a che serve? A niente, a farti stare bene).

E questo luogo incantato è in una regione che non esiste. Che non notiamo. Che non conosciamo. Di cui diciamo “ah, già, il Molise”. Qui parlano tutti con quell’accento di Di Pietro e ti senti tranquillo. Parlano dei pugliesi come “là è diverso, sa che tanti vengono e quando chiediamo i documenti per registrarli per la questura se ne vanno”.

Se questo è il Molise, se volete trovare un luogo di campagna dove stare bene senza glamour, ma con la perfezione e la semplicità dell’agricoltura, dove ciò che si mangia, prima si fa nascere e poi si cucina con amore, come lo fa la mamma, venite a I Dolci Grappoli a Larino, Contrada Ricupo, Molise.

Glielo dovevo per l’amore che si trova qui. Splendido. I Dolci Grappoli

Parco dei buoi

Questa mattina, prima di lasciare il Molise per andare in Abruzzo, io e Ettore siamo andati a trovare Francesco Travaglini di Parco dei Buoi. Una vecchia fattoria, vera, come dice lui.

Francesco è un ragazzo di 38 anni che continua a fare il lavoro di suo padre e suo nonno (coltivare la terra, allevare bestiame),  e in più ci mette Internet.

Il risultato è un blog molto piacevole, www.parcodeibuoi.com ma soprattutto un servizio ancora più piacevole. I tuoi ortaggi - e presto anche frutta - del “tuo” orto, direttamente a casa tua tutto l’anno.

Francesco non è uno che si promuove sfacciatamente, ha quel sano senso del “web 2.0″ che gli fa scrivere sul suo blog e, tra le righe, dire che sono pronti i cestini di ortaggi (come vedete nella foto). Io gli ho detto che non sarebbe male se usasse anche Adwords ed email.

Oggi l’orto di Parco dei Buoi è un servizio per pochi intimi, ma se volete ricevere a casa ortaggi coltivati come si bisogna fare, raccolti quando è il momento e selezionati per te, potete iscrivervi a questo bel servizio.

Francesco fa anche un ottimo olio Il Tratturello (assaggiato con pane e pomodori raccolti al momento, assieme a Francesco e ai suoi nonni) e una fantastica ricotta (e formaggio) di pecora, che è stata la nostra colazione questa mattina. Se non avete provato la ricotta ancora tiepida con un biscottino, in mezzo alla campagna molisana, non avete ancora assaggiato un piccolo profondo piacere della vita.

Ho appena lasciato Francesco in mezzo ai suoi campi, ma ci sentiremo presto. Questo post era il mio ringraziamento per la sua ospitalità. E un altra cartolina dal Molise. La regione invisibile, ma così buona e sincera come pane olio e pomodoro. Parco dei Buoi

Il video delle vacanze

Tra un’ora partirò per le vacanze.

Ho trovato casualmente un video che voglio condividere con voi.

E’ un video di un discorso abbastanza famoso, di cui avevo letto il testo. A quel tempo (3 anni fa) non ero la stessa persona di oggi, chiaramente, e non mi aveva colpito come oggi.

Non solo le cose che capitano a contare. Conta chi siete voi quando vi capitano

Un gran bel discorso fatto nel 2005, da una persona che ha cambiato il mondo. Ha creato i computer come li conosciamo oggi. Ha creato i cartoni animati come li conosciamo oggi. Ha creato gli strumenti per ascoltare musica in movimento come li conosciamo oggi. Oggi, sta facendo una nuova rivoluzione, vediamo dove arriva.

Ho letto la storia della sua vita e, in molti casi, è stato una testa di cazzo. Un bastardo. E questo è tanto più significativo considerando l’immagine pubblica quasi ascetica che invece ha, amato e idolatrato da molte persone. Invece ha tantissimi difetti e una vita sregolata. Con grandi successi e grandi fallimenti.

Ho trovato la versione sottotitolata in italiano del suo discorso. Dura 15 minuti. Io credo che vi piacerà.

Portatevelo sotto l’ombrellone.

Con una chiavetta Tre, come quella che ho appena acquistato: 19 euro al mese per 5Gb di traffico alla settimana, 7,2Mbit di velocità. Praticamente fantascienza.

Quest’estate proverò l’ebbrezza di essere collegato dovunque. Magari il prossimo anni provo l’impianto cerebrale :-)

Comunque è molto comodo pensare che ora parto e mi porto le mappe di Google in macchina, basta collegarsi a Internet quando sono on the road.

Tanti dicono “in vacanza voglio staccare”. Ma non si tratta di essere collegati al lavoro, quando si vive di Internet Money. Essere collegati è essere. E’ la tua vita. E’ la mia vita.

Steve Jobs, discorso di apertura a Stanford, 2005.
Stay hungry, stay foolish. Siate affamati, siate folli.

Prima parte

Seconda parte

(prossimo collegamento, on the road)

Non basta neanche sapere

Chi mi conosce sa che da un po’ di mesi mi dibatto in pensieri. Sostanzialmente oscuri, non vedo una luce all’orizzonte. Domande esistenziali che probabilmente iniziano quando doppi la boa dei 45 e vedi i 50 arrivare. E i 50 significa iniziare a essere vecchi.

Devo dire che una piccola fioca luce me la da’ proprio l’internet money. Sia quella che ho (per fortuna) che quella che sto preparando, che quella che sto imparando a fare. La forza dell’internet money sta tanto nella potenzialita’ (”posso guadagnare dove voglio e a sufficienza, basta che mi ci metto”) quanto nella realta’.

La potenzialita’ di potersi mantenere o anche fare un po’ di soldi veri con un computer, un collegamento internet e conoscenza.

Eppure non mi basta. Mi aiuta, ma non mi basta.

Sapere non e’ tutto. Se sai nuotare ma non ti butti in acqua non nuoti, non ti muovi. Ed e’ un po’ quello che sto facendo perche’ l’acqua e’ oscura e minacciosa. E d’altra parte la riva disgustosamente piena di porcherie, quindi e’ un bel match.

Sapevo che l’8 luglio c’era la manifestazione di Piazza Navona, il No Cav Day. E sapevo anche che l’informazione in Italia non è libera.

Avevo pensato di andare a Roma, ma poi mi sono detto “che cazzo me ne frega, ho gia’ dato”. Poi oggi leggo sul Corriere della Sera la descrizione della manifestazione come uno sfacelo, un fallimento, turpiloquio sul Presidente della Repubblica e addirittura sul Papa. Anatema!

Allora per fortuna c’e’ la rete. Sono andato su YouTube e questa sera mi sono guardato tutti gli interventi. Di Pietro. Travaglio. Flores D’Arcais. Moni Ovadia. Beppe Grillo. E la scandalosa Guzzanti, stigmatizzata a destra e a manca perché ha detto che spera che il Papa vada all’inferno e i diavoli se lo inculino. Ha detto anche che la Carfagna ha fatto un pompino a Berlusconi. Se ne parla in un giornale argentino, da noi non è ancora arrivato)

Sabina Guzzanti mi e’ sempre sembrata un po’ troppo “pasionaria rossa” per i miei gusti liberali. Rossi e neri mi sono sempre stati sulle palle, senza distinzioni. Faccio fatica a distinguerli.

Però il suo intervento è fantastico. Intelligente, palluto, graffiante. Tutto sommato non tanto satira quanto denuncia.

Intendiamoci, gli interventi sono tutti da ascoltare, ma poichè avevo letto solo critiche alla Guzzanti volevo sentire come era andata. Nota bene: il sito di Sabina Guzzanti è offline (sarà un caso…)

Comunque, come dicevo cari amici, non basta neanche sapere. Sapere non è sufficiente. Bisogna agire. Ma per agire bisogna avere un motivo. Credo che questo sia il busillis dell’esistenza.

Trovare il motivo.

Qualche giorno fa ho introdotto l’attenzione focalizzata. Di che si tratta?

Avete deciso di acquistare una Toyota Prius. Vi convince l’idea di fare qualcosa per l’ambiente con un’auto ibrida, vi convince il fatto che sia splendidamente costruita, le dotazioni, il fatto che consumi poco, che sia particolare.

Però è molto particolare. Nessuno dei vostri amici ce l’ha e vi guardano strano quando annunciate che vi interessa. Non piace a vostra moglie (”Amore, sembra un Buondì Motta”). Fa molto, troppo, tassista. Non siamo in California dove fa figo, qui fa strano. Dilemma. Vi prendete una settimana per decidere.

Improvvisamente, dappertutto, appaiono le Toyota Prius. Di tutti i colori, in tutte le posizioni, parcheggiate, sfreccianti silenziose al semaforo. E poi le concessionarie. Non sapevate che ce ne fossero così tante. E persino sul giornale, guarda un po’, un articolo sulla Prius “auto intelligente ora che il petrolio è a 140 dollari”. Insomma non siete solo, il mondo è pieno di gente intelligente e smart che si compra una Prius. Come voi.

Questo esempio inventato (non ho una Prius, non me l’acquisterò, giro con il mio Scarabeo 500i) mostra all’opera l’attenzione focalizzata.

Quando un pensiero o un’idea si forma nella vostra mente, e magari avete una domanda a cui cercate risposta, il vostro subconscio si mette al lavoro. E vi fa notare ciò che prima non notavate. Se siete focalizzati sul trovare conferma alla Prius, troverete conferma alla Prius. O al mettervi in proprio trovando un sacco di amici che, improvvisamente, l’hanno fatto. O a fare un viaggio a Petra guarda un po’ sono tutti che vanno a Petra quest’anno. Eccetera.

E’ il potere della vostra mente. Quasi sempre sopito, viene attivato quando lasciate delle domande aperte a cui il vostro subconscio si mette a rispondere.

“Il tuo desiderio è un ordine” dice il genio della lampada. Il vostro subconscio è il vostro genio della lampada, anche senza strofinare alcunché, anche senza un Mastro Lindo azzurro sorridente.

Avevo citato l’attenzione focalizzata come possibile risposta alla domanda: quale informazione è importante?

Ed ecco come funziona: l’attenzione focalizzata, come per magia, vi fa trovare, notare e ricordare le informazioni che vi servono. Come un buon radar, tra le migliaia di pagine e paragrafi e video e audio, trovate quelle pepite, quei diamanti che potranno fare la differenza.

Cosa serve per far funzionare questo meccanismo meraviglioso che vi fa trovare le risposte alle vostre domande? Serve un cambio di prospettiva. Quello che ha fatto il mio amico Helmar di cui vi parlerò un’altra volta

Jose Apesteguia e Ignacio Palacios-Huerta, rispettivamente dell’Università di Barcellona e della London School of Economics hanno statisticamente dimostrato che nei calci di rigore, chi calcia per primo vince, con una probabilità 60/40.

Altro che lotteria

Iniziare per primi è l’unico parametro che conta. Non conta la classe dei tiratori. Non conta il livello complessivo della squadra. Non conta la bravura del portiere. Conta solo iniziare a tirare per primi.

Come mai?

Facile da capire: il primo che tira (generalmente il capitano) e segna, mette sulle spalle dell’avversario una grandissima pressione psicologica, perchè ora deve inseguire. Pressione che generalmente è decisiva e fatale, appunto nel 50% dei casi. Chi inizia ha il 50% di probabilità in più di vincere.

Quindi, è probabile - anche se la Spagna giocava meglio e ha vinto l’Europeo meritatamente - che se l’Italia avesse potuto tirare per prima, saremmo passati noi e chissà, magari potevamo esserci noi sul podio.

Ma non scrivo queste righe per fare della inutile dietrologia sugli Europei. Chi mi conosce sa che non mi interessa il calcio e non tifo per nessuna squadra.

Scrivo queste righe perché mi interessa un’altra cosa: il potere dell’informazione.

Ovvero?

Ovvero che avere o non avere la giusta informazione può avere conseguenze enormi. Una decisione presa senza informazioni o con informazioni sbagliate - come spesso succede - e ti trovi invece che a vincere, a perdere. Disperato invece che esultante. Senza soldi invece che milionario.

L’informazione mancante a Buffon

Cosa sarebbe successo se Buffon, il nostro capitano, avesse conosciuto i risultati di questo studio dei due spagnoli sui calci di rigore?

Beh, penso che sarebbe stato contento di poter scegliere di tirare per primo. Perché avevamo vinto il lancio della monetina, potevamo essere i primi a tirare e avere le probabilità di vincere enormemente dalla nostra parte!

Invece, potendo scegliere, ha deciso di tirare per secondo. Magari ha pensato “così vedo come fanno loro e mi concentro”. Oppure semplicemente ha pensato “è la stessa cosa, facciamo partire loro che si innervosiscono”. O chissà.

Ma la mancanza di questa informazione e anzi, l’informazione errata che è uguale tirare per primi o secondi, verosimilmente ci è costata l’eliminazione.

Ma qual’è l’informazione importante, nella valanga di informazioni che ci sommerge ogni giorno? E’ vero, dobbiamo filtrare. Sperando di non filtrare le pepite d’oro non viste in mezzo al fango. C’est la vie?

Beh, una risorsa l’abbiamo: si chiama “attenzione focalizzata”. Restate in ascolto, ne parlerò in un altro post.

Ottimo Ettore!

Sabato scorso sono usciti i risultati degli esami di Ettore. Lui è al mare e so che mi ucciderà per questo post.

Ma, come si dice, il blog è mio e faccio quello che voglio. :-)

Ettore si è diplomato con ottimo.

Bravo topolino. In questi 3 anni che viviamo insieme si è sempre occupato lui del suo studio, non ho mai dovuto preoccuparmene o dire “studia”. Ha sempre fatto da solo e ha sempre fatto bene. Eventualmente si è un po’ annoiato, ma comunque dà sempre il massimo.

E’ diverso da me. Io dò sempre il minimo. Per fortuna che il mio minimo è abbastanza alto.

Da settembre, liceo scientifico. Non sono contento che inizi le scuole in Italia, ma non ho trovato alternative possibili. Una scuola (costosissima) internazionale è stata bocciata da lui senza appello, dopo averci fatto un giorno (”Non se ne parla nemmeno. Assolutamente no.”). Magari aveva ragione lui, ma ora cosa lo aspetta?

Le sabbie mobili della scuola superiore italiana, dove avrà una frazione delle opportunità che hanno i suoi coetanei degli altri paesi civili. Lo ha detto anche l’eccellente preside della nuova scuola “cosa pretende, signor De Veglia, siamo comunque una scuola italiana”.

Non ho dubbi su Ettore. Ha fatto bene alle medie, farà bene anche alle superiori.

Ho paura della rana.

La rana bollita a fuoco lento che siamo tutti noi che viviamo in questo Paese. Ho paura che si bollisca anche lui.

Perché puoi essere bravo quanto vuoi, ma il tuo peer group, il sistema in cui sei inserito, inevitabilmente ti condiziona. Io lo vedo su di me. Magari mio figlio sarà più bravo di me. Però sono preoccupato.

Ma nessuno sa cosa sarà il futuro.

Oggi è tempo di congratulations e di auguri di buona, ottima estate a Ettore.

E anche a voi .

P.S: Quest’estate non ho intenzione di fare lunghe ferie. Magari qualche settimanina qui e là, ma per lo più sarò a Milano, a scrivere, meditare, preparare. Semplicemente a non fare ferie, perché proprio non ne ho voglia.

Esperimenti

In questi giorni ho in corso 3 esperimenti. Ve ne parlo.

Internet Money Italia, il blog

Questo è decisamente il BIG EXPERIMENT. Internet Money Italia vuole essere il primo magazine (online) sull’Internet Money, i guadagni online.

E’ un big experiment per questi motivi

  • perchè è impegnativo, significa scrivere almeno 2 articoli alla settimana e non semplici post da blog, ma qualcosa che dia reale contenuto obiettivo
  • perché non c’è niente di simile e se non c’è, magari ci sarà un perché
  • perché è un esperimento di “superaffiliato”, come spiegato in Affiliazione Vincente
  • perché è anche un esperimento di uso un minimo sofisticato di Wordpress, programma che non conoscevo
  • perché è anche un esperimento di Adsense, sistema di guadagno su cui sono sempre un po’ scettico

Come sta andando? Ottimo successo di critica, con riserve dal punto di vista economico. I commenti che ricevo sono sempre tanti (in relazione al traffico che non è immenso), interessanti e spesso entusiasti. Dal punto di vista economico, da buon affiliato, questo sito si sostiene con le affiliazioni e con Adsense (che ho inserito seriamente solo ieri). E i risultati non sono entusiasmanti. Anche se ci sono e dovrebbero crescere. Il punto non è se questo sito guadagna qualcosa, ma se - ai miei occhi - guadagnerà sufficientemente per giustificare il lavoro. Perchè, obiettivamente, online ci sono modi per guadagnare queste cifre in modo molto meno faticoso.

Voglio comunque tenere questo esperimento fino alla fine dell’anno, dargli un po’ di tempo per mostrare tutto ciò che sa fare.

Internet Money Italia, il social network

Colleagato a Internet Money Italia, ho deciso di fare un esperimento di social network. Internet Money Italia Community è quindi il social network associato al blog-magazine Internet Money Italia.

Se non ti è chiarissimo cosa è un social network, ho scritto qui una sintetica spiegazione.

Ho fatto questo esperimento per questi motivi

  • perché i social network (es: Facebook) sono argomento caldissimo, l’ultima moda di Internet e mi interessava capire cosa succedeva “dal di dentro”, non solo come utente (ho un profilo su Facebook)
  • perché oggi è possibile per chiunque, gratis, creare un social network da convidividere con le persone che conosce o con cui è in contatto
  • perché era un logico complemento del blog Internet Money Italia, se non altro per offrire la possibilità di discutere di Internet Money con la funziona forum del social network

Che risultati mi attendo? Potrei dire “nessun risultato”, non so proprio. Mi piacerebbe che una buona percentuale delle centinaia di lettori di Internet Money Italia e anche di voi che leggete questo mio blog personale, si iscrivesse al social network e lo usasse. Perché il punto è proprio usarlo, non solo iscriversi.

Lo usasse per esprimere quello che gli interessa. Non ci sono obiettivi economici in questo social network, almeno per ora non riesco a vederne. Ci sono annunci Adsense, ma provengono dalla società (ning) che fornisce la piattaforma, quindi non sono miei. E’ possibile diventare utente premium e mettere propri annunci, ma per ora non mi sembra importante. Voglio solo vedere cosa succede, se succede qualcosa, sul social network.

Digiuno

Oggi è il quarto giorno del mio digiuno. Mercoledì non ho mangiato assolutamente niente, giovedì una pesca, ieri 3 pesche e un po’ di tonno in scatola. Comunque sostanzialmente niente.

Erano molti mesi che volevo provare il digiuno. Ne avevo letto come pratica per purificare il corpo e lo spirito e mi incuriosiva, volevo vedere se era possibile non mangiare nulla e non avere desiderio di mangiare.

I primi risultati sono questi

  • passato il primo giorno senza troppe difficoltà, ne secondo è passato il desiderio di cibo e non è più tornato, anche se questa mattina, per la prima volta, sento una certa fame
  • sono calato subito 3-4 chili (non sono sicuro, variano) e mi sento veramente bene fisicamente
  • non è stato difficile e mi sono reso conto di quanto mangiare sia un’abitudine anzichè un bisogno fisico

Oggi credo che romperò il digiuno, perché, per la prima volta ho la sensazione di fame. Però so che è possibile farlo. Anche se ci vogliono le condizioni giuste e in questi giorni c’erano (Ettore al mare, così non devo cucinare, gran caldo che ti toglie la voglia di mangiare).

Ma è una bellissima sensazione. La sensazione di ascoltare e controllare il tuo corpo e di scendere in profondità nei tuoi bisogni reali e non fittizi. Oggi so distinguere fame, appetito dal bisogno di mettere qualcosa in bocca per altri motivi (come dice la mia amica Debora Conti che si merita un post tutto per lei).

Gli esperimenti continuano…

Il mondo e matt

- Marco, guarda che hai scritto male il titolo. Hai dimenticato l’accento di “è” e la “o” di “matto”.

- No, no. Volevo proprio scrivere “Il mondo e matt”. Eventualmente avrei potuto scrivere “Il mondo e Matt”. Ma così ho creato il giochino… (ah, questi copywriter in pensione)

L’ho scoperto ieri sera, per caso. Cercavo Lucio Dalla su Youtube e invece ho trovato Matt.

Matt è uno che ha usato perfettamente Internet per i suoi 15 minuti di popolarità. Che però, a giudicare dalle informazioni sul suo sito, sono un po’ più di 15 minuti, ma qualche anno.

Matt balla.

Come un orso.

Come l’amicone sfigato e un po’ ciccio alle feste di terza media.

Come quello che fa ridere ma non ti ciula mai le ragazze, per fortuna.

Matt balla come me e te, probabilmente.

Ha iniziato ballando da solo perché un suo amico gli ha detto “già che siamo qui, perché non fai quella tua danza ridicola?”. E lo ha ripreso. Erano in Vietnam. E poi lo hanno rifatto. Da un’altra parte. Da un’altra parte. Da un’altra parte ancora. In giro per il mondo. E hanno fatto il primo video.

E poi un secondo video, sponsorizzato da una gomma americana (capite il nesso? Gomma americana… viaggio… ballo… non moriteci, non c’è nesso :-) )

E ora questo terzo “Where the hell is Matt (2008)” in cui Matt non balla più da solo, ma assieme al mondo.

Ed è da ieri sera che me lo guardo e lo ascolto (bellissima canzone misteriosa, fatta in casa) e mi fa felice.

Ci ho trovato mille significati commoventi, allegri, profondi, spiritosi. Ce ne troverete anche voi. Quelli che volete.

Perché Matt che balla con il mondo (è un movimento, uno dei movimenti underground che nascono sulla rete) è come una pizza margherita da farcire con le emozioni che vuoi.

Per sentirci parte del mondo. E ballare.

Buona estate.

Il sito di Matt: www.wherethehellismatt.com

Cari amici, una cosa che dovete sapere di me è che per me contano molto le date e le ricorrenze. Vivo quindi saltando da una ricorrenza ufficiale a una personale e il mio umore cambia di conseguenza.

Oggi è il primo giorno d’estate e… non so se essere triste o allegro. La mia mente è allegra perché amo l’estate. Il mio spirito triste perché… non so perché (come diceva Raz Degan in un famoso spot di una decina di anni fa).

Allora, dopo aver accompagnato Ettore da un amico e rendendomi conto che di sabato non trovo nessuno per un pranzo con 4 chiacchiere, invece di tornare a casa ho girato lo Scarabeo e sono andato sul Ticino e poi fino a Novara.

La mia prima gita da motociclista (oddio, motociclista… scooterista con maglietta maniche corte e senza calze).

Ho fatto 100 Km più o meno e mi sono reso conto che:

- viaggiare con lo Scarabeo 500i è possibile

- non è comodo (male al culo)

- più o meno faccio 60 Km/h di media

Per uno stra-automibilista come me, convertito alle 2 ruote più che altro perché non ne potevo più di prendere multe (prenditela in quel posto, Comune di Milano!) è già un bel traguardo.

C’era anche un altro motivo per cui ho deciso questo viaggetto: solo quando guido riesco a pensare. Solo che se guidi in auto in autostrada è più plausibile che se sei in scooter sulla SS11. Comunque qualche riflessione l’ho fatta.

Su cosa? Sto lavorando per lanciare una serie di infoprodotti sul marketing per gli imprenditori.

Diciamo che sul “cambia la tua vita con l’Internet Money” il lavoro principale l’ho fatto con Internet Money Italia. Mi sono ricavato questo ruolo di “papà dell’Internet Money italiana” e voglio vedere se questo - che dal punto di vista monetario è un bell’esperimento di superaffiliato - funzionerà o meno. Mi dò e gli dò tempo fino alla fine dell’anno (sono circa 100 articoli da scrivere e conto di avere aiuti…). E i vostri commenti mi aiutano moltissimo!

Invece, la colpa è di due amici, colleghi, leggende come Nicola Fiabane e Giulio Marsala che hanno appena lanciato il loro Acquisizione Clienti Vincente, bellissimo infoprodotto dedicato agli imprenditori che vogliono acquisire clienti spendendo meno e con maggiori risultati (circa il 121% degli imprenditori :-) ).

Il lancio è stato un successo e loro hanno anche la faccia tosta di dirmi:

- “Ma scusa Marco, ma con quello che sai dovresti essere tu il primo, che ci insegni ste cose a tutti noi… quando fai qualcosa di tuo?”.

- “Un mio infoprodotto sul marketing per gli imprenditori italiani? Ma hanno interesse a imparare queste cose? A me non sembra…”

- “Guarda, dopo 5 minuti avevamo venduto 12 copie e 74 in 14 ore. Secondo noi interessa”.

OK, l’ho messa giù così un po’ da film. In realtà sarà almeno 2 mesi che parliamo di questa cosa, di cosa stanno facendo loro, delle risposte positive che hanno avuto alle informazioni gratuite che davano e che io veramente dovrei pensare a fare qualcosa di mio. Possibilmente su “come creare la marca”.

Mah, non so. 10 anni fa ho provato a promuovere qualcosa di nuovo sul mercato B2B italiano ed è stato un disastro. Probabilmente erano cose 20 anni avanti. O forse non le sapevo vendere, chissà. Ma dopo quell’esperienza sono diventato non scettico, di più.

Eppure mi piace parlare con il sciur parùn, perché so di poterlo aiutare con ciò che ho studiato e provato in 24 anni di lavoro.

E allora me ne sono andato sul Ticino con il mio scooter a pensare che fare.

Anche perché martedì 24 terrò un teleseminario sull’argomento “come e perché creare la marca, il brand positioning”. Teleseminario a numero chiuso, riservato ai primi 100 acquirenti di Acquisizione Clienti Vincente.

Mmmm… avevo tutta un’altra idea per questo post, poi mi sono messo a parlarvi delle mie faccende… sarà meglio che ciò che volevo dire lo dica in un nuovo post…

E’ nato!

Pesa 2 pagine e 8 post e ha visto la luce su Internet ieri, 6 giugno 2008 alle 17:48.

Ne annuncia la nascita papà Marco e il fratellino www.internetmoneygame.com.

E’ Internet Money Italia, detto anche www.internetmoneyitalia.com.

La sua gestazione è stata lunga e difficile, oltre 15 mesi e si è rischiato più volte un aborto. Ancora oggi, il bimbo è gracile e avrà bisogno di cure extra per crescere bene e superare i problemi che ha avuto durante la gestazione.

Ma siamo fiduciosi e felici che sia con noi.

Lui si prepara a crescere settimana dopo settimana e a rendere orgoglioso papà, diventando un riferimento per i suoi amici e chiunque si interessi all’Internet Money in Italia.

Andatelo a trovare su www.internetmoneyitalia.com e lasciate pure un messaggio.

Ci farà tanto, tanto piacere.

 

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